E’ rottura tra sindacati e proprietà della Europoligrafico, la storica azienda di cartotecnica perugina che nei giorni scorsi ha annunciato di voler licenziare 39 dei suoi 120 dipendenti, decisione che comporterebbe la chiusura dell’intero reparto finissaggio. Durante l’incontro che si è tenuto venerdì mattina tra Rsu, Cgil, Cisl e Uil da una parte e proprietà dall’altra, i sindacati, come ribadito giovedì mattina durante il presidio, hanno chiesto il ritiro dei 39 licenziamenti ottenendo però un no secco da parte della società.
La rottura Secondo quanto riportato in una nota infatti, alla richiesta di accantonamento dei licenziamenti «per poter svolgere serenamente il confronto a 360 gradi sulla situazione aziendale», l’azienda «ha dimostrato una netta chiusura a questa ipotesi di percorso, sottolineando che la discussione può svolgersi solo nell’ambito della procedura di mobilità». Sempre secondo i sindacati la società del conte Colleoni ha manifestato «l’intenzione di ridurre il costo del lavoro, esercitando una pressione sui lavoratori con l’obiettivo di scaricare su di essi i costi della crisi, impedendo di fatto qualsiasi possibilità di prosecuzione del confronto».
Lunedì otto ore di sciopero Dopo la rottura consumatasi durante l’incontro la delegazione sindacale si è riunita con i lavoratori e, «considerando inaccettabile la posizione ricattatoria dell’azienda, ha proclamato – è detto infine nella nota – otto ore di sciopero da svolgersi lunedì 17. Lo stesso giorno, alle 11, si svolgerà una manifestazione davanti ai cancelli dello stabilimento».

