La sede di Terni della Eskigel

«Un incontro in Regione per il caso Eskigel di Terni, ma anche nazionale perché la proprietà R&R del sito si è recentemente legata con una joint venture alla Nestlé» e quindi anche con lo stabilimento Perugina di San Sisto.

Eskigel di Terni Questa l’iniziativa che le sigle sindacali hanno avviato di fronte al cortocircuito normativo, tutto a danno dei lavoratori, che permette alla R&R di affidare il reclutamento di 400 stagionali a un’agenzia interinale, facendo perdere diritti e salari agli addetti storici del sito di Terni che produce gelati in vaschette per la grande distribuzione, ma anche di esternalizzare a una coop parte delle lavorazioni con le maestranze che avranno lasceranno sul campo il 30% di salario. Domenica pomeriggio di fronte ai cancelli faranno capolino gli esponenti del M5s umbro, come annunciato dal capogruppo in Regione Andrea Liberati, che sui margini di manovra consentiti dalla legge per modificare i contratti ha annunciato una battaglia nazionale.

Lavoratori perdono salari e diritti In una nota della Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil si ribadisce la mancata condivisione «del percorso intrapreso dalla multinazionale e di aver richiesto l’apertura di un tavolo regionale, ma anche con le segreteria nazionali perché in virtù della joint venture con Nestlé la questione assumerà ancor più importanza per capire quale destino attenderà i lavoratori che eventualmente indosseranno la casacca di questa nuova multinazionale. Sarà interessante – scrivono i sindacati – capire la posizione di una multinazionale, come quella svizzera che fa delle relazioni industriali e sindacali un valore aggiunto per i propri lavoratori e lavoratrici, rispetto alla R&R che invece a dir poco le ritiene una formalità».

Tavolo regionale E poi: «Come più volte ribadito – concludono i rappresentanti dei lavoratori – si scaricano sui territori e sulle persone che lavorano le problematiche di leggi in materia di lavoro che servono solo alle multinazionali. Noi siamo convinti che solo con un confronto serio e costruttivo, riportando le discussioni nelle sedi opportune, si possono trovare condizioni migliorative di lavoro, dando trasparenza e chiarezza con un piano industriale vero. Alla multinazionale chiediamo di scoprire le carte, garantendo un percorso contrattuale che tenga al centro le persone».