di Chiara Fabrizi

La giunta regionale ha approvato il disegno di legge sulle energie “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro”. Lo ha fatto, come conferma l’assessore all’ambiente Thomas De Luca, nonostante la recente sentenza con cui il Tar del Lazio ha smontato il decreto del ministero dell’Ambiente, che definiva i criteri per individuare le cosiddette «aree idonee» alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili.  Ora l’obiettivo è centrare il via libera del consiglio regionale entro l’estate.

COSA PREVEDE IL DDL

Una nota della Regione spiega preliminarmente che il ddl «mira a conciliare l’accelerazione verso l’autonomia energetica con la salvaguardia del patrimonio paesaggistico e culturale, rispondendo all’obbligo di individuare le aree idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile, in ottemperanza al decreto legislativo 199 del 2021». In questo quadro, De Luca sostiene che il ddl «definisce un quadro di chiarezza: fare impianti nelle aree idonee sarà semplice, veloce e a rischio zero. Presentare progetti nelle aree non idonee sarà un rischio altissimo di bocciatura, prossimo alla certezza di veder andare in fumo il proprio investimento».

Composto da 12 articoli, il ddl indica le aree idonee, cioè zone o superfici in cui con una procedura autorizzativa semplificata, precisamente con tempi ridotti di un terzo, possono essere insediati impianti eolici, fotovoltaici e in generale da fonti di energia rinnovabile. Dalla preadozione del provvedimento normativo all’approvazione avvenuta in queste ore si è inserita la pronuncia del Tar del Lazio,  che ha annullato i commi 2 e 3 dell’articolo 7 del decreto, ritenendoli lesivi del principio di uniformità nazionale: i due commi bocciati concedevano alle Regioni ampia libertà nell’introdurre criteri propri, anche molto restrittivi, per stabilire quali aree ritenere non idonee. La sentenza imponeva al ministero dell’Ambiente una riscrittura del decreto entro 60 giorni, con criteri omogenei e vincolanti per tutte le Regioni. E in questo senso il ddl umbro avrebbe dovuto tenere conto delle nuove regole.

«Il termine dei 60 giorni che il Tar del Lazio ha dato al governo per la correzione del decreto attuativo sono giunti al termine e ad ora non è arrivato alcun segnale», ha detto giovedì mattina De Luca, spiegando che «in questo vuoto normativo il nostro territorio continua a essere bersaglio di centinaia di progetti eolici e fotovoltaici di grandi dimensioni in aree non idonee, totalmente fuori scala per il nostro territorio, mentre i progetti delle Comunità energetiche rinnovabili e quelli delle nostre imprese sono paralizzati da una vera e propria moratoria fantasma che sta soffocando il nostro sistema economico». Da qui la decisione della giunta guidata da Stefania Proietti «di procedere, nonostante la sentenza del tar, con l’approvazione del ddl al fine di evitare ulteriori ritardi e incertezze».

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