di Chiara Fabrizi
Una decina di camion carichi di elettrodi di grafite tra lunedì e martedì hanno lasciato lo stabilimento di Narni per raggiungere in anticipo clienti che, da programma, li attendevano tra la fine di novembre e i primi di dicembre. Alla consegna, così ha garantito Elettrocarbonium ai sindacati, avverrà anche il pagamento della merce per un valore complessivo che sfiora il milione di euro e permetterà alla proprietà, questo il punto, di pagare se non tutte e tre almeno due delle mensilità di stipendio arretrate.
Stipendi verso pagamento Questo quanto emerso lunedì durante l’assemblea della sessantina di lavoratori tornati a lavorare in fabbrica tra luglio e agosto, ma che ancora non hanno mai percepito le spettanze maturate. Per il momento quindi si è deciso di attendere la prossima settimana quando i delegati sindacali torneranno alla carica della Morex per verificare se i pagamenti degli elettrodi sono in cassa e quindi l’impegno al versamento delle spettanze sarà rispettato, dopo ritardi che si protraggono dalla metà di settembre. Ma anche se, come sembra, nell’arco di una decina di giorni l’emergenza stipendi dovesse rientrare, resta la necessità di tornare al Mise per verificare gli impegni contenuti nell’accordo siglato a fine 2014 e relativa road map.
Elettrocarbonium deve tornare al Mise In questo senso, da ambienti sindacali si torna a calcare la mano sull’azione di moral suasion che il governo si era impegnato, nel rispetto delle regole e dei ruoli, a compiere nei confronti dei consumatori italiani di elettrodi. L’obiettivo in questa prima fase, che resta delicatissima, è quello di riuscire a tessere una rete di clienti che assicuri volumi adeguati a Elettrocarbonium, che ha comunque provveduto a potenziare il proprio commerciale. Sul fronte delle scadenze a preoccupare è soprattutto la ricollocazione attesa entro la fine del 2015 della quarantina di lavoratori ancora fuori dalla fabbrica, una decina dei quali con mobilità in scadenza al 31 dicembre, per gli altri l’ammortizzatore resterà attivo per altri dodici o ventiquattro mesi. E anche questa, al pari del pagamento degli stipendi, è un’emergenza.
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