di Chiara Fabrizi

Una decina di ditte dell’indotto di Elettrocarbonium avrebbero dato mandato ai propri legali di depositare i decreti ingiuntivi per tentare di recuperare crediti complessivi che si aggirano tra 350 e 400 mila euro. Questo filtra martedì pomeriggio dallo stabilimento di Narni dove i lavoratori diretti riassunti dall’amministratore delegato Michele Monachino sono impegnati nello sciopero e pure nel blocco della portineria, ossia a impedire che i vertici dell’azienda varchino i cancelli.

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Indotto senza soldi da agosto  Intorno al sito industriale tornato a produrre a luglio, ma con gli impianti oggi spenti e il distacco del gas da parte di Snam già eseguito, orbitano una decina di ditte tutte del comprensorio che si occupano dalla vigilanza alla falegnameria, passando per smaltimento rifiuti tossici e nocivi, movimentazione materie prime, falegnameria e lavorazioni metalmeccaniche. Servizi diversi ma trattamento identico, vale a dire che nessuna delle aziende che opera con Elettrocarbonium riscuote fatture da diversi mesi, precisamente da agosto. I contraccolpi sulla trentina di lavoratori totali dell’indotto tornati in fabbrica sono in alcuni casi pesantissimi, tanto che risulta personale anche con cinque mensilità di stipendio arretrato.

Decreti ingiuntivi Qualche imprenditore da agosto in avanti, nonostante le fatture mai saldate, è riuscito a pagare le spettanze ai lavoratori, attingendo a riserve finanziarie e rischiando di compromettere gli equilibri finanziari dell’azienda. In questo senso, già da tempo diversi imprenditori avevano dato mandato ai propri legali di presentare istanza per ottenere dal giudice del tribunale di Terni il decreto ingiuntivo, ma poi è prevalsa la linea della cautela e della fiducia. Posizione che dopo il pagamento da parte di Sgl-Carbon a Elettro di una fattura da oltre un milione di euro nessuno se la sente più di sposare, anche perché nonostante le rassicurazioni neanche martedì le aziende hanno avuto evidenza dei pagamenti.

Stipendi lavoratori Da qui il via libera ai legali che mercoledì pomeriggio dovrebbero formalizzare in tribunale la richiesta e depositare tutte le carte per accertare i crediti vantati sull’ad Monachino. L’imprenditore, va detto, ha versato la mensilità di dicembre ai propri lavoratori che hanno quindi ricevuto l’accredito, così come confermano le organizzazioni sindacali. Restano ancora da onorare, però, gli stipendi di gennaio e febbraio più i contributi che non sarebbero più stati versati dal novembre scorso. In questo senso i rappresentanti dei lavoratori hanno comunicato formalmente alle istituzioni che l’ad Monachino telefonicamente ha fatto sapere di essere disponibile a pagare la mensilità di gennaio soltanto previa attivazione della cassa integrazione ordinaria.

Sgl casa madre Una richiesta che, oltre a essere guardata con sospetto dalle organizzazioni sindacali, può essere evasa soltanto di fronte alla certezza della ripresa dell’attività produttiva, che attualmente nessuno ha. In serata le segreterie provinciali e nazionali dovrebbero anche inviare una missiva a Sgl-Carbon in liquidazione e a Sgl-Carbon casa madre per dettagliare le ultime 48 ore di crisi.

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