di MA.T.
La crisi continua a picchiare duro soprattutto sul mondo del lavoro.
Cassa integrazione L’Osservatorio nazionale della Cgil sulla cassa integrazione, nel suo rapporto mensile relativo al mese di agosto, conferma la pesantezza e l’infinita lunghezza di una crisi che colpisce l’Italia e l’Umbria. Mentre si attende il rifinanziamento completo della cassa in deroga, che costituisce una emergenza che il governo Letta deve affrontare e risolvere, esplode il ricorso alla Cigs.
Alcuni particolari L’Umbria risulta nei primi 8 mesi del 2013 la prima regione a livello nazionale per l’incremento dei decreti di Cigs (+146% rispetto a una media nazionale del 18%). Si passa infatti da 24 aziende umbre che hanno utilizzato questo strumento nel 2012 alle 64 aziende del 2013. Di queste 5 hanno utilizzato i contratti di solidarietà, tre si trovano in procedura fallimentare, mentre passano da 12 a 46 le aziende in ristrutturazione aziendale.
La cifra del fenomeno I dati preoccupanti non sono solo quelli relativi alla cassa integrazione, ma anche la situazione dell’export è estremamente indicativa nella sua negatività, così come la produzione industriale che a luglio indica un calo dell’1,1% rispetto al mese di giugno e del 4,4% su base annua, indicano i dati forniti dalla Cgil.
Altri dati Tornando alla Cig, ad agosto per quanto riguarda l’Umbria i lavoratori coinvolti, risultano essere 6.233 in Cigo (ordinaria) , 5.554 in Cigs (straordinaria) 4.406 in Cigd (deroga). Ma a questi vanno aggiunti altri 8.500 lavoratori che hanno fatto la richiesta di cassa in deroga con le relative aziende e che a tutt’oggi non hanno la copertura, per un totale di 24.693 lavoratori. Insomma l’aumento complessivo della Cassa integrazione in Umbria, complessivamente, considerando tutte tre le voci (ordinaria, straordinaria e deroga) vede un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente.
+ 11% rispetto all’anno precedente Tratteggia un quadro dettagliato della condizione occupazionale e professionale dei giovani di età compresa tra 15 e 24 e 25-34 anni, il report “I giovani e il mondo del lavoro – Un’analisi comparativa tra 2008 e 2012”, elaborato dalla segreteria dell’Alleanza per sviluppo dell’Umbria, a corredo dell’attività di analisi dei principali fenomeni economici della realtà umbra.
Il rapporto sui giovani Il report sul lavoro giovanile realizzato da ‘Alleanza per sviluppo’ parla della metà dei giovani umbri senza lavoro. «Si tratta – rileva l’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi – di uno strumento di fondamentale importanza rispetto alla continuità delle politiche regionali che solo in questi ultimi sei mesi hanno visto concentrare risorse per oltre 8 milioni di euro su iniziative rivolte all’universo giovanile quali assegni di ricerca, ‘work experience’, esperienze di lavoro nel contesto delle imprese dell’artigianato artistico, che interessano oltre mille giovani umbri».
Crisi e disoccupazione Dal report emerge che in Umbria, nel 2012, circa metà dei giovani sono ‘non occupati’: ovvero studiano, cercano lavoro o sono comunque non attivi per qualsiasi motivo. Un dato che resta migliore di tutto il Mezzogiorno e anche di alcune regioni del Centro-Nord, ma che ha subito un sensibile aumento nel periodo della crisi. L’aumento è dovuto soprattutto ad un incremento della disoccupazione: nel 2012, chi è alla ricerca di un lavoro in Umbria nel 55,2 per cento dei casi ha meno di 35 anni, un dato che resta il più elevato del Centro-Nord. L’incremento della disoccupazione si è accompagnato ad un mantenimento della già elevata incidenza dell’occupazione precaria, che resta la principale criticità dell’Umbria, collocandosi al 32,6 percento del totale dell’occupazione giovanile rispetto al 25,8 per cento nazionale e al 27,6 percento del Centro.
Istruzione e lavoro Questi fenomeni non sono omogenei per livello di istruzione: infatti, a pagare il prezzo più alto sono stati più i ragazzi e le ragazze con bassa istruzione, dove l’Umbria registra aumenti molto significativi, così come avviene per i laureati, mentre i meno colpiti dalla crisi occupazionale in Umbria (anche in confronto con i coetanei del Centro-Nord) sono i giovani diplomati, ed in particolare quelli tra 25 e 34 anni: oltre l’80 percento dei giovani diplomati 25-34enni lavora e solo in poche regioni (Lombardia, Trentino, Veneto ed Emilia Romagna) la situazione è migliore dell’Umbria. E’ quanto emerge ancora dal rapporto.
Posizione professionale Un elemento, questo, che va legato anche alla composizione dell’occupazione giovanile rispetto alla posizione professionale ricoperta. La quota di occupati in elevata posizione professionale non è mai stato un punto di forza dell’Umbria e la crisi economica non ha migliorato le cose: i giovani in posizione professionale di alto profilo, infatti, sono solo il 22,6 per cento del totale mentre la media italiana è 27,2 per cento, e tra 2008 e 2012 si registra un aumento di circa 6 punti, un andamento che si amplifica nella fascia di età 25-34 anni.
Scoraggiamento Tra coloro che non lavorano, un’attenzione particolare va dedicata al fenomeno dello “scoraggiamento”, in genere sintetizzato dai cosiddetti “Neet” (né al lavoro, né a scuola o in formazione): nell’analisi si è preso in considerazione un fenomeno, quello della inattività “volontaria”, un universo leggermente diverso dai “Neet”, in quanto misura coloro che sono inattivi per motivi diversi da studio, malattia, inabilità, maternità o per un lavoro che sta per iniziare. L’analisi mostra un dato positivo per l’Umbria, pari all’8,4 per cento nel 2012, che risulta più elevato solo delle regioni del Nord-Ovest, dell’Emilia Romagna, del Friuli e delle Marche e che è buono soprattutto nella fascia di età 25-34 anni. Peraltro, si avvertono in Umbria segnali di un aumento più marcato della media nazionale nel 2008-2012, più concentrato nella fascia di età 15-24 anni.
Tasse Mentre sul fronte delle tasse la situazione non è migliore «Tra ottobre e dicembre prossimo si creerà un vero e proprio ingorgo fiscale con ben 187 adempimenti (due al giorno) che ci costeranno quasi 100 miliardi. E’ quanto ha affermato il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, aprendo il Meeting di Perugia dell’associazione
