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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 08:53

Economia, cultura e turismo: in Umbria via ai China Days. In un anno export cresciuto del 12%

Un momento dell'appuntamento di questa mattina

Due giornate dedicate al rapporto tra l’Umbria, l’Italia e la Cina che si concluderanno martedì a Terni con una sessione interamente dedicata ai temi del turismo. Hanno preso il via lunedì mattina i China Days con un appuntamento che si è tenuto a palazzo Donini: «Questa seconda edizione – ha detto la presidente Catiuscia Marini aprendo i lavori – è la testimonianza del nostro concreto impegno nel dare continuità all’iniziativa della Regione Umbria verso la società, il mercato, i territori cinesi nell’ambito di una sfida più grande e irrinunciabile del Sistema Italia». All’apertura dei lavori ha partecipato anche il sindaco di Perugia Andrea Romizi che ha definito «utili e necessarie queste giornate e queste iniziative per la crescita del territorio».

FOTOGALLERY AL CASTELLO DI SOLFAGNANO

Le iniziative Dopo l’accordo del 2012 con la provincia dello Shanhdong, a Qingdao ci sono accordi tra Università, Accademia di belle Arti e istituti locali, e molto presto si realizzerà una missione delle imprese umbre. Altre relazioni sono state allacciate con province e città del sud-ovest e accordi sottoscritti con Chongqing, Yunnan, Sichuan sull’interscambio di tecnologie in agricoltura, nella sicurezza alimentare, nel settore della protezione ambientale, nell’interscambio universitario e sul turismo. In Umbria poi arriverà a breve il vicegovernatore dello Yunnan e entro l’estate una delegazione dal Sichuan. In ballo ci sono poi gli accordi con alcune importanti università per la tutela dei beni culturali immateriali e l’istituzione di un centro per l’insegnamento della lingua e cultura italiana. Entro quest’anno, poi, partirà a Perugia un master in sicurezza alimentare in inglese realizzato dall’Università degli studi rivolto in primo luogo agli studenti cinesi.

Umbria Jazz A maggio inoltre sarà firmato un accordo col governatore del distretto di Changning a Shanghai che avrà al centro la promozione turistica, interscambio di prodotti di qualità, cultura. Sempre a maggio ci sarà lo sbarco ufficiale di Umbria Jazz in Cina con una serie di eventi, dal 27 aprile all’8 maggio, tra Shanghai, Qingdao e Canton con il sostegno di sponsor italiani e cinesi, mentre durante l’edizione estiva del festival sarà ospitato un giovane artista cinese. Importante ovviamente anche la parte che riguarda le imprese tanto che, come sottolineato lunedì dal vicepresidente della Regione Fabio Paparelli nel corso di un workshop che si è tenuto nel pomeriggio al castello di Solfagnano (molte le testimonianze portate dalle imprese umbre che operano in Cina), nel 2015 l’export di prodotti umbri verso la Cina è cresciuto di un 12 per cento al netto dell’acciaio.

Export «In valori assoluti – ha spiegato Paparelli – si parla di circa 53,6 milioni di euro nel 2014 e oltre 61 nel 2015. A trainare sono stati i prodotti alimentari, bevande e tabacco con un aumento del 22 per cento e con valori che da circa 10,5 milioni di euro passano a poco meno di 13,5 milioni, e quelli del settore tessile, abbigliamento, pelli e accessori che incrementano di ben il 31 per cento, con valori già interessanti nel 2014 di quasi 5,4 milioni di euro che crescono a circa 7,8 milioni nel 2015. Bene anche il legno e i macchinari, che crescono in un nno da 20,2 a 22,3 milioni di euro». «La Regione Umbria – ha ricordato il vicepresidente – sta operando anche per intensificare gli sforzi per agevolare le aggregazioni di imprese e, dove possibile, tessere alleanze con partner cinesi, compresi i media».

Fare rete Durante la mattinata la presidente Marini ha parlato dell’importanza di eventi di questo tipo per far conoscere i territori italiani meno noti al grande pubblico cinese, che potrebbe guardare non solo a mete classiche come Roma, Milano, Venezia o Firenze; territori che devono stare insieme «mettendo da parte vecchie gelosie e steccati». A testimonianza di ciò a Perugia c’era anche il presidente delle Marche Luca Ceriscioli, che ha ribadito «l’esigenza di collaborazione e di coordinamento tra le varie Regioni e territori italiani in questa azione di promozione. Se gli sforzi saranno collegati tra loro riusciremo a creare quel valore aggiunto nella nostre azioni che deriva dalla capacità dell’Italia di fare sistema. E su questo ci sarà l’impegno delle Marche ma anche dell’intera Conferenza delle Regioni». «Un’azione congiunta interregionale – ha detto poi sul punto l’ambasciatore italiano in Cina Ettore Sequi – è importante. Quello cinese sia un mercato molto difficile che va affrontato in maniera organizzata e l’Umbria, con la sue serie di partenariati in settori fondamentali, è un modello da utilizzare». «Ci sono ora – ha aggiunto l’ambasciatore consigliando di aprire un filone legato alla cultura attraverso i siti Unesco – altri settori in cui le nostre Regioni possono dare il loro contributo: dalla sanità alle politiche sociali fino alla sicurezza alimentare».

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