Armando Scalzone con il sindaco napoletano De Magistris

di Enzo Beretta

E’ un ex studente dell’Università di Perugia, Armando Scalzone, l’inventore del liquore ‘Calipso’ a base di canapa. «E’ una mia ricetta – spiega il piccolo imprenditore originario di Castel Volturno, provincia di Caserta -. E’ il primo in Italia realizzato con la canapa in purezza al cento per cento. Questo significa che non contiene altre piante. Non è stupefacente, non contiene coloranti né additivi».

Ora fa impresa in Campania. Quanto ha influito l’Umbria nel suo futuro?
«Studiavo Comunicazione istituzionale e Relazioni pubbliche alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Perugia. Ho trascorso quattro anni e mezzo nel capoluogo umbro prima di trasferirmi a Milano dove ho approfondito il mio percorso allo Iulm. Senza dubbio Perugia è stata la mia prima finestra sul mondo. E’ qui che ho gettato le basi per il ritorno nella mia terra. Spero di tornare presto in piazza Morlacchi, in corso Vannucci, nel 2006 quando mi sono laureato si respirava un’aria meravigliosa. E’ la città ideale per studiare».

Ci racconti qualcosa del suo superalcolico…
«La canapa ha un valore nutrizionale unico nel suo genere perciò mi sono divertito a realizzare questa bevanda così poco comune… nel tempo però abbiamo anche prodotto dolcetti rustici, biscotti, pane, pasta fresca e olio prodotto spremendo i semi».

Come nasce l’idea di realizzare un liquore alla canapa?
«Volevo realizzare qualcosa di nuovo. E l’ho fatto. ‘Calipso’ non è altro che una semplicissima fusione della canapa con l’aggiunta degli infusi che rappresentano le tradizioni della mia amata Campania».

Questo liquore ha effetti stupefacenti?
«Sarebbe un errore confondere la canapa sativa con la marijuana nonostante la seconda possa essere considerata la ‘sorella’. La canapa sativa è un’altra varietà di pianta ed è autorizzata secondo i termini di legge. La varietà di canapa che utilizzo è iscritta nel registro europeo delle sementi e il mio ‘brevetto’ è registrato con piante che non sono droga. I valori del Thc in tali piante non superano lo 0,6 per cento».

Quanti dipendenti conta la sua piccola azienda?
«Uno soltanto: Armando Scalzone. Sono titolare di una ditta uninominale. Solo così posso curare l’intero processo di lavorazione dalla a alla z, dalla fase di coltivazione in campo delle piante di canapa fino alla raccolta e trasformazione dei prodotti».

E’ molto grande il suo terreno di coltivazione?
«Non ne ho ancora uno di mia proprietà. Lo affitto, di anno in anno, in base alle richieste sempre crescenti».

Quanto c’è di Perugia nelle sue idee?
«Sui banchi dell’Università di Perugia ho acquisito le prime basi della comunicazione e delle strategie di marketing. Sono molto grato a questa città, la prima città in cui ho vissuto quando ho lasciato casa a 18 anni e la prima città in cui ho maturato esperienze da giovane studente. Presto tornerò».

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