La Scs in cinque pagine chiarisce alla Consob quanto successo nelle ultime settimane

di Chiara Fabrizi

Da lunedì il presidente della Spoleto credito e servizi (Scs) è Fausto Protasi. E Giovannino Antonini e Marco Bellingacci, rispettivamente ex presidente ed ex vicepresidente della Scs, siedono nel cda in qualità di consiglieri. La richiesta di chiarimenti avanzata dalla Consob, e finita all’ordine del giorno del cda di giovedì mattina, non lascia spazio a doppie interpretazioni. Il presidente è uno e, per essere ancora più chiari, quanto firmato da Giovannino Antonini a margine del cda che lo ha sfiduciato «è una comunicazione fatta a titolo personale e mai autorizzata dal consiglio di amministrazione».

Il lungo documento della «verità» Nel pomeriggio di giovedì è stata pubblicata la nota che il cda della Scs ha redatto in risposta alla richiesta di chiarimenti avanzata dalla Consob. Un documento che in calce porta le firme del presidente Protasi, del vice presidente vicario Danilo Solfaroli, dei consiglieri Raggi e Cucchetto e del Collegio sindacale. Cinque pagine a cui è affidato il delicato compito di ripercorrere la storia recente, recentissima, quella dell’ultimo mese, della Scs. Fino ad arrivare al lunedì della sfiducia, al penultimo cda durante il quale la maggioranza dei membri ha, prima, votato la sfiducia al presidente Giovannino Antonino e al vicepresidente Marco Bellingacci e, poi, eletto il nuovo numero uno della holding che controlla la Banca popolare di Spoleto, Fausto Protasi.

Cda, tra convocazioni e ricorsi A cominciare da quel 27 ottobre quando Protasi, Solfaroli, Cucchetto e  Raggi chiesero al presidente Antonini la convocazione di urgenza del cda, iscrivendo all’ordine del giorno «determinazioni in merito alla permanenza della fiducia del cda» dello stesso Antonini e del vice Bellingacci. Cda che Antonini non ha mai convocato. Quindi i tre tentativi del vice presidente vicario Solfaroli e gli altrettanti ricorsi d’urgenza presentati dal vice Bellingacci e dal consigliere Michelangelo Zuccari, volti ad ottenere la dichiarazione di inefficacia delle convocazioni. Un andirivieni infinito tra palazzo Pianciani e il civico 14 di corso Mazzini, sede del tribunale cittadino, conclusosi solo quando il tribunale di Spoleto ha rigettato l’urgenza del ricorso e invitato le parti a comparire il 13 dicembre. Il cda quindi si è riunito il 28 a palazzo Pianciani.

«Antonini, condotta inerte e gravemente inadempiente» In apertura dei lavori Antonini ha prima constatato la legittimità del cda, poi suggerito di attendere la decisione del tribunale e, infine, dichiarato che l’argomento all’ordine del giorno, la sfiducia a suo carico, non avrebbe dovuto essere trattato in virtù della convocazione dell’assemblea dei soci in programma per il 17 dicembre. Solfaroli, Protasi, Raggi e Cucchetto invece hanno ribadito la volontà di discutere la sfiducia e hanno proseguito i lavori mentre Antonini e Bellingacci abbandonavano la sala. I quattro quindi mettevano a verbale «la legittimità della convocazione a cui non ha fatto seguito alcun provvedimento efficace da parte del presidente Antonini il quale ha, invece, tenuto una condotta inerte e gravemente inadempiente soprattutto alla luce della palese posizione di conflitto di interessi in cui lo stesso versava, rispetto alla materia all’ordine del giorno».

Sfiducia e nuovo Presidente Quanto successo dopo è noto ai più. La sfiducia ad Antonini e Bellingacci è stata votata a scrutinio segreto ed approvata con la maggioranza di quattro voti su sette. Così come per l’elezione del nuovo presidente Fausto Protasi nominato con la medesima maggioranza. Ora si dovrà attendere l’assemblea dei soci in programma per il 17 dicembre. Tre i punti all’ordine del giorno: «Comunicazioni del collegio sindacale in ordine all’organo amministrativo della società; Determinazioni in merito alla permanenza o meno della fiducia sugli attuali membri del consiglio di amministrazione, delibere conseguenti; Eventuale nomina di nuovi membri del consiglio di amministrazione previa eventuale determinazione del loro numero».

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