Dopo l’incontro con Enel, sulla dismissione dellex area della centrale a carbone di Bastardo, i sindacati si ritengono «insoddisfatti e preoccupati» per il piano presentato. «Avevamo da sempre evidenziato – scrivono le sigle sindacali unitarie di categoria di Cgil, Cisl e Uil -, relativamente al sito di Bastardo, i limiti e i rischi di inconcludenza del progetto denominato “Future-E” promosso da Enel a livello nazionale, per le 23 centrali in dismissione in Italia. I progetti che ci sono stati illustrati nell’incontro con Enel, relativamente alla realizzazione di un impianto fotovoltaico e di uno di accumulo, non hanno a nostro avviso nessun risvolto occupazionale e pertanto sono da noi ritenuti assolutamente insufficienti come risposte ad un territorio che, per oltre cinquant’anni, ha dato molto di più a partire dalle aree delle miniere di lignite in avanti. Notiamo inoltre che, queste ipotesi progettuali interessano di fatto, solo una parte minimale dell’intero perimetro industriale. Da quanto si è appreso, Enel intende di fatto, chiudere nel giro di poco tempo, anche la sede di Enel University, (Nucleo addestramento specialistico di Gualdo Cattaneo), che ha sede in una parte del sito e che rappresenta ancora oggi, l’unico vettore per riportare in zona presenze importanti che specie in questo momento di difficoltà economica, possono dare un concreto sostegno alle attività locali».
Approfondimento I sindacati si dicono «fortemente convinti che, nel sito di Bastardo Enel in primis può e deve fare molto di più di quanto ci ha illustrato, anche sfruttando i tanti finanziamenti messi a disposizione sia a livello nazionale che europeo per i processi di decarbonizzazione, o per lo sviluppo di nuovi progetti green, creando magari un polo di eccellenza nazionale, significa poter dare un nuovo sviluppo a quel territorio oggi fortemente depresso e significa per Enel dare un’immagine di se diversa da quella che oggi viene invece percepita in quell’area, ma un po’ in tutta l’Umbria, che è quella di una Multinazionale che sta di fatto abbandonando la nostra Regione. Filctem, Flaei e Uiltec, sapendo anche della disponibilità ricevuta in tal senso delle istituzioni locali e regionali, chiedono ad Enel di aprire al più presto un tavolo istituzionale con il coinvolgimento di tutti gli attori, al fine di elaborare un progetto condiviso di riqualificazione dell’intera area della ex centrale a carbone di Bastardo»
