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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 23:09

Decreto Liquidità, in Umbria chiesti prestiti per 280 milioni: «Attenzione a rischio usura»

La Federazione autonoma dei bancari italiani rivolge un appello a tutte le istituzioni: «Monitorare la situazione»

Uno sportello bancario

Sono quasi seimila per un totale di oltre 277 milioni di euro le domande presentate in Umbria per ottenere il prestito previsto dal decreto Liquidità del governo. A rendere noti i numeri è la Fabi, la Federazione autonoma dei bancari italiani in uno studio pubblicato nelle ultime ore (i dati sono aggiornati al 25 maggio). «L’Umbria – spiega la Federazione – si pone nella classifica nazionale al sestultimo posto delle regioni italiane. Il rapporto delle richieste dei prestiti da parte delle imprese rispetto alle Pmi e alle partite Iva è dell’1,5 per cento, dato positivo questo come in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Friuli-Venezia Giulia», uniche regioni con il segno più. Il decreto dell’8 aprile dà a imprese, lavoratori autonomi e liberi professionisti titolari di partita IVA, la possibilità di richiedere un nuovo credito di impresa con il sostegno delle garanzie concesse dallo Stato, in particolare quelle di Sace e del Fondo centrale di garanzia per le Pmi.

L’appello Il sindacato dei bancari di Perugia e Terni prende spunto dai numeri per «approfondire le tematiche scaturite dalla crisi derivante dall’emergenza sanitaria», e in particolare per rivolgere un appello a tutte le istituzioni a proposito del rischio usura che la sete di liquidità di famiglie e imprese porta con sé: la Fabi invita dunque a «monitorare la situazione nella nostra regione perché la mancanza di liquidità e le problematiche legate all’accesso al credito rischiano di spingere le persone in difficoltà economica a rivolgersi agli usurai».

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