di Dan. Nar.

Con un quadro ora più chiaro, per misure che prevedono un dazio al 20% per i vini importati provenienti dall’Unione Europea, arrivano anche i primi commenti da parte di alcune figure al vertice di associazioni e Consorzi umbri del mondo del vino, a seguito dell’imposizione di nuove tariffe sulle importazioni negli Stati Uniti e dell’impatto che queste potrebbero avere sul settore vinicolo umbro.

“Certo, è una notizia che avrà un impatto negativo, ma almeno l’incertezza che aveva bloccato il mercato nei mesi scorsi è stata superata” afferma Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top Wines cooperativa delle cantine umbre, per poi aggiungere: “L’effetto più immediato sarà dunque una riduzione dei volumi importati, con un impatto diretto sulle nostre esportazioni in particolar modo per i vini di media fascia ed entry level. Per il comparto vinicolo umbro, questo significa la necessità di adottare strategie mirate per limitare le perdite, diversificando le destinazioni e valorizzando ancora di più la qualità e l’unicità dei nostri vini”.

Il 2 aprile, infatti, l’amministrazione del presidente Donald Trump ha annunciato l’imposizione di nuove tariffe sulle importazioni di vino negli Stati Uniti. Su tali misure prosegue così ancora Sepiacci: “L’Umbria, con la sua lunga tradizione vinicola e il suo impegno nella produzione di vini di eccellenza, deve affrontare questa sfida con determinazione, sfruttando al meglio le sue peculiarità territoriali. È essenziale potenziare la presenza nei mercati emergenti, investire nella digitalizzazione della distribuzione e creare sinergie con altri settori strategici del Made in Italy. Sarà fondamentale un lavoro congiunto tra istituzioni, consorzi e produttori per affrontare questa situazione, garantire la competitività del vino umbro nel contesto globale e continuare a far conoscere al mondo il valore della nostra terra e delle sue produzioni di qualità”.

Misure che si riflettono anche sul fronte dell’enoturismo, come dichiara anche il presidente dell’associazione Movimento Turismo del Vino Umbria Giovanni Dubini: “Negli ultimi anni l’enoturismo in Umbria ha rappresentato una risorsa straordinaria per il nostro territorio, con un crescente interesse da parte di visitatori italiani e stranieri che scelgono la nostra regione per scoprire la qualità e l’autenticità dei nostri vini. Tuttavia, l’introduzione di dazi sulle esportazioni vinicole rappresenta una sfida significativa per il settore, incidendo sulla competitività delle nostre aziende e limitando l’accesso ai mercati internazionali”.

Secondo Dubini l’Umbria, con le sue cantine storiche e i suoi vitigni autoctoni, “deve continuare a puntare sull’enoturismo come motore di crescita economica e promozione del territorio”. “Le politiche commerciali restrittive – sottolinea ancora – non devono scoraggiare i produttori, ma piuttosto spingerci a investire ancora di più nell’accoglienza, nella esperienzialità e nella valorizzazione delle nostre eccellenze locali”.

“Chiediamo con forza – conclude – che le istituzioni a livello nazionale ed europeo si adoperino per tutelare il comparto vitivinicolo italiano, favorendo accordi che possano ridurre l’impatto dei dazi e incentivare la promozione internazionale del nostro patrimonio enologico. Nel frattempo, MTV Umbria continuerà a lavorare al fianco delle cantine e degli operatori del turismo per rafforzare la nostra attrattività, offrendo ai visitatori esperienze uniche che vadano oltre la semplice degustazione: percorsi culturali, eventi enogastronomici e un’immersione autentica nella bellezza della nostra terra”.

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