di Daniele Bovi
«Un cambiamento epocale che segna un’inversione di tendenza: finanziamo l’occupazione e non la disoccupazione». Nel presentare, giovedì mattina a palazzo Donini, i 51 articoli che compongono il disegno di legge sul Sistema integrato per il mercato del lavoro il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli ha parlato di una legge «fortemente innovativa, in linea con la normativa nazionale e le migliori esperienze europee, importante e innovativa anche perché costruita dal basso insieme a forze datoriali e sindacati attorno a un obiettivo comune: far crescere l’occupazione». Il documento è stato preadottato lunedì dalla giunta e, dopo la fase di «ampia partecipazione» che si aprirà a breve, verrà definitivamente adottato dall’esecutivo e poi approderà in consiglio regionale.
Il testo Oltre ad abrogare, in tutto in parte, alcune vecchie leggi regionali, il ddl della giunta interviene sostanzialmente in quattro grandi aree: apprendimento e formazione, politiche attive, servizi per l’impiego e creazione di impresa. A fare da cornice in particolare sono il Jobs act e la legge Delrio sulle politiche attive, che introducono i livelli essenziali delle prestazioni e un sistema di profilazione delle persone in un quadro dove Stato e Regioni collaborano. Punto centrale la ridefinizione della rete dei servizi, con la creazione dell’Arpal, ovvero l’Agenzia regionale per il lavoro articolata in dipartimenti territoriali e uffici locali denominati Centri per l’impiego. Questi ultimi dovranno selezionare le propensioni dei singoli disoccupati e fornire loro lo strumento più efficace per tornare nel mondo del lavoro; dall’altro dovranno individuare i fabbisogni formativi e professionali delle imprese.
Paparelli Altro tema decisivo, l’incremento del numero di soggetti che erogano i servizi, inseriti in una rete governata dal pubblico e formata da soggetti formativi accreditati; «formazione – ha detto Paparelli – che deve servire in primis ai lavoratori». La prossima settimana la giunta adotterà il provvedimento che regolerà le procedure, più stringenti, di accreditamento dei soggetti privati che dovranno fornire un servizio di qualità e certificato. Allo scopo verrà dato vita a un sistema di premi e sanzioni a seconda dei risultati ottenuti in termini di persone che hanno trovato un lavoro; insomma, se il servizio è efficace verrà premiato, altrimenti sarà penalizzato. «A tutti i soggetti – dice Paparelli – chiediamo un salto di qualità». Elemento importante del ddl è la spinta alla digitalizzazione delle procedure. Alcune norme del disegno di legge sono dedicate anche al sostegno alla responsabilità sociale delle imprese, agli interventi per favorire il passaggio generazionale in azienda così come al rientro dei giovani e dei talenti che possono contribuire alla ricerca e allo sviluppo regionale.
Sicurezza In più nel documento ci sono le misure per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e per il contrasto alla delocalizzazione produttiva, particolarmente richieste dai sindacati. Ultimo grande capitolo, quello dell’autoimpiego e della creazione di impresa, principalmente sostenuto attraverso il microcredito. Da segnalare il superamento del parametro dell’età: «Serve uno strumento universalitico – è stato detto giovedì – che possa accompagnare le persone di ogni età». A supportare il tutto ci saranno parte di quei 70 milioni di euro stanziati per il triennio con il Programma regionale per le politiche del lavoro, ma è chiaro che il pacchetto di misure dovrà necessariamente essere affiancato dagli investimenti da parte del mondo economico.
Dimensione europea Secondo Luigi Rossetti, dirigente di palazzo Donini che ha coordinato il tavolo di lavoro, «questa proposta di legge traghetta la normativa regionale verso una dimensione europea e si riposiziona al centro la persona con i suoi bisogni». A collaborare al testo è stato anche il professor Romano Benini che spiega come l’Umbria «per prima si assume la sfida di attivare occupazione con un cambio di passo rispetto a quanto è stato fatto finora e creando, come spiega il titolo della legge, un sistema integrato». Giovedì alla presentazione hanno partecipato anche sindacati e associazioni datoriali. «Per noi – sottolinea Ulderico Sbarro – segretario regionale della Cisl – è stato fatto un buon lavoro con un testo costruito dal basso e dove ci sono aspetti ai quali tenevamo molto». Di «buon punto di partenza» parla anche Gianluca Tribolati di Confartigianato: «Ora però – ha concluso – bisogna andare avanti».
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