di Ivano Porfiri

Ammontano a 938 milioni di euro le rimesse degli immigrati dall’Umbria verso i Paesi di origine. Una montagna di soldi, fatta spesso di piccole cifre, anche pochi euro, inviati alle proprie famiglie, genitori o figli lontani, proprio come facevano i nostri nonni o bisnonni dall’America o dalle miniere del Belgio, con la speranza un giorno di tornare a casa o di riunificarsi qui in Italia.

Cosa sono le rimesse A divulgare i dati la Banca d’Italia, che ha di recente aggiornato il proprio database con il 2018 e i primi trimestri del 2019. Si tratta del denaro inviato attraverso agenzie e o money transfer legali, escludendo quindi i bonifici bancari. «I dati sulle “rimesse verso l’estero degli immigrati in Italia” – spiega infatti Bankitalia – comprendono le transazioni transfrontaliere tra due persone fisiche effettuate tramite un istituto di pagamento o altro intermediario autorizzato, senza transitare su conti di pagamento intestati all’ordinante o al beneficiario (regolamento in denaro contante)».

Passa col cursore sulla mappa per evidenziare i dati relativi alle rimesse dall’Umbria verso quel Paese tra 2005 e 2018. Nel grafico in basso il totale delle rimesse per ogni anno e l’andamento temporale

Calo ma 2018 in crescita Dall’andamento temporale, emerge come l’anno di picco per le rimesse sia stato il 2011 con 74 milioni e 275 mila euro. Poi il crollo di quasi 10 milioni l’anno successivo e progressivamente in basso, fino ai 58 milioni del 2017. Lo scorso anno, invece, c’è stato un nuovo aumento fino a 64 milioni di euro.

Dominano Romania e Marocco Il Paese che di gran lunga fa registrare un flusso maggiore di denaro è la Romania (276 milioni dal 2005 a oggi), anche se negli ultimi anni in deciso calo: dai 22 milioni e mezzo del 2011 siamo scesi 16,2 del 2018. Lo scorso anno sono tornate invece ad aumentare le rimesse verso il Marocco toccando i 5,3 milioni (71 i milioni dal 2005). Siamo comunque lontani dai quasi 7 milioni del 2008, anche se nel frattempo si era scesi a 4,2 nel 2013.

Ecuador sale Nella graduatoria dal 2005 a oggi, l’Albania è terza con 56 milioni ma negli ultimi anni sta subendo la rimonta da parte dell’Ecuador (53 milioni): nel 2018 verso il Paese delle aquile sono partiti 2,9 milioni (nel 2008 erano stati 5,7), mentre in direzione Sudamerica 3,5 milioni. Seguono Colombia con 33,7 milioni (ma i numeri sono viziati dai 12 milioni del 2005, dato abbastanza anomalo), Ucraina con 29,3, Perù, Repubblica Domenicana e Filippine.

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Filippine in forte crescita La dinamica migratoria, tuttavia, cambia e basta guardare il 2018 per rendersene conto: dietro a Romania e Marocco si attestano le Filippine con 3,8 milioni, poi Albania, Ecuador e un Bangladesh in crescendo con 2,5 milioni. Marocco a parte, il Paese africano che ha ricevuto più rimesse dall’Umbria lo scorso anno è stata la Costa d’Avorio con 1,6 milioni, davanti alla Nigeria con 1,3 e alla Tunisia con 0,9 (nel 2007 era arrivata oltre i 3 milioni). Mezzo milione d’euro è partito anche verso la Russia e altrettanto verso Francia e Germania.

Stranezze cinesi Dinamica particolare quella verso la Cina, 14esima in totale con 19 milioni in 13 anni, ma lo scorso anno risultano appena 148 mila euro a fronte del milione e mezzo del 2017 e dei 2,6 milioni del 2014.

Curiosità e Paradisi (fiscali) Dal 2005 a oggi 126 mila euro sono andati anche verso il Nepal e 118 verso i territori occupati della Palestina. In questa graduatoria alla voce curiosità non mancano neppure isole da sogno come le Mauritius con 40 mila euro, Polinesia francese con 27 mila, Antigua e Barbuda con 25 mila, Aruba con 22 mila, Grenada, Tonga e Martinica. Appena mille euro verso le Isole Cayman, anche se è lecito pensare che chi porti i veri capitali verso questi paradisi (fiscali) non lo faccia certo col money transfer.

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