La sede dell'azienda

«C’era un’azienda che veniva portata ad esempio per i caratteri di innovazione e modernità e ci ritroviamo improvvisamente con 35 licenziamenti, perdite del fatturato del 78% e un concordato in itinere, ammesso che ce ne siano le condizioni». Queste le parole di Fabrizio Paparelli (Pd) che martedì mattina in consiglio regionale ha presentato un’interrogazione alla giunta riguardante la crisi di Vetrya. Focus sulla tutela dei lavoratori, richiesto un tavolo di confronto regionale alla presenza delle proprietà e delle parti sociali. «La regione – ha risposto l’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni – si è attivata per la convocazione di un tavolo previsto tra società e organizzazioni sindacali per l’esame della situazione il 16  novembre».

Crisi Vetrya Quella che veniva considerata «la piccola Google italiana» vive i suoi giorni peggiori. Il consiglio di amministrazione della Vetrya di Orvieto il 23 ottobre ha infatti approvato la proposta di scioglimento e messa in liquidazione della società e di perseguire, con l’ausilio di professionisti incaricati, «la verifica per l’accesso alla procedura di concordato preventivo con continuità indiretta delle sole aree/direzioni aziendali per la quale è prevista la prosecuzione delle attività». A interrogare la giunta e l’assessore competente ci pensano i consiglieri regionali del Partito democratico Fabio Paparelli, Simona Meloni e Tommaso Bori: «Il Cda di Vetrya – dice Paparelli – ha deliberato di approvare la prosecuzione delle attività finalizzate a verificare la sussistenza dei presupposti per l’accesso a procedura di concordato preventivo fissando l’assemblea straordinaria per il 10 novembre». Il punto della situazione: «Improvvisamente questa azienda – continua il consigliere Dem – sembra avere avuto una rilevantissima perdita di fatturato innescando una crisi aziendale che si è palesata all’opinione pubblica e agli stessi lavoratori che porterà a una riduzione del personale delle attività dismesse esponendo gli attuali 130 dipendenti presso la sede di Orvieto a concreto rischio di licenziamento, per altro colpiti già nei mesi scordi da esodi e casse integrazioni. Inoltre le perdite accumulate del primo semestre 2021 sono di circa 13 milioni di euro netti con una riduzione complessiva di ricavi e vendite del 78% rispetto all’anno prima tanto che la borsa il 22 ottobre ha comunicato la sospensione della negoziazione delle azioni».

Regione e azienda «Vorremo sapere dall’assessore competente e dalla giunta regionale – interroga Paparelli -, se la regione è mai venuta a conoscenza di questo stato di crisi e se non sia utile convocare un tavolo regionale alla presenza delle proprietà e delle parti sociali per capire quali saranno gli impatti occupazionali e di prospettiva dell’azienda per capire dove si fa a parare visto anche le voci contrastanti che si percepiscono su questo tema». Riflettori puntati sulla regione, il Pd si domanda «se l’azienda abbia percepito contributi o garanzie dalla regione o dalle partecipate della regione e se la giunta abbia avviato un percorso di verifica e stima di eventuali perdite derivate da partecipazioni indirette a valere su capitale dell’azienda in questione sulla base delle garanzie accordate dal sistema finanziario regionale».

Tavolo di confronto L’assessore allo Sviluppo economico annuncia un tavolo di confronto regionale in data 16 novembre. «La crisi è improvvisa – ha risposto Fioroni all’interrogazione Dem – anche se alcuni segnali erano già stati evidenziati nel 2019 e nel 2020, ma non in una percentuale così elevata. A fronte dell’attivazione formale da parte dell’azienda della procedura di licenziamento collettivo di 35 dipendenti la regione si è attivata per la convocazione di un tavolo previsto tra società e organizzazioni sindacali per l’esame della situazione». Il 10 e l’11 novembre è prevista un’assemblea straordinaria degli azionisti. «La posizione diretta e indiretta della regione Umbria – continua Fioroni – è estremamente marginale. Nel 2016 è stata perfezionata la partecipazione in sede di quotazione dell’azienda sul mercato Aim effettuata da Vetrya e in quella occasione Gepafin sono stati investiti più di oltre 99 mila euro in azioni con mezzi propri e 649 mila euro a valere sul fondo anti prisma». Fioroni fa un punto su contributi e garanzie della regione. «Massima attenzione della regione fin dal momento di pubblicazione della semestrale uscita i primi di luglio, attenzione che già evidenziava una situazione forte di criticità». A seguito di quanto emergerà nell’assemblea dei soci con il tavolo previsto per metà novembre si cercherà di «analizzare gli strumenti da mettere in campo per garantire la tenuta occupazionale – dice l’assessore -, valutare eventuali percorsi di continuità e reindustrializzazione e  individuare ammortizzatori sociali per nuovi investitori o garantire o agevolare la ricollocazione dei lavoratori presso nuove imprese». Paparelli nella replica insiste sulla posizione centrale che deve occupare nella vicenda la tutela dei lavoratori: «Il tavolo forse doveva essere convocato qualche mese fa, essendo che eravate a conoscenza dei dati. Ci vuole chiarezza sul futuro della azienda e sulle occupazioni – chiosa il consigliere Dem -. Focus sulla questione sociale, in ballo il destino di decine di famiglie della nostra regione».

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