di Chia.Fa.
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Crisi Panetto&Petrelli, poca chiarezza al tavolo con i sindacati. È stato un incontro «per nulla risolutivo» quello che i rappresentanti dei lavoratori hanno avuto con l’amministratore delegato della storica poligrafica, Giorgio Peppucci. Già, perché nonostante i drammatici scenari messi sul piatto un paio di settimane fa dai vertici di viale Martiri, che in un incontro con le rsu hanno annunciato 15-18 esuberi a fronte di un organico di 29 operai, oltre naturalmente all’attivazione della cassa integrazione straordinaria (cigs) per tutti gli altri, la trattativa con le parti sociali di scena ieri mattina non si è neppure messa in moto.
Silenzio su esuberi Al tavolo, infatti, non si è accomodato il presidente della Panetto&Petrelli, l’imprenditore edile ternano Bruno Buccetti, sembra non rientri in città prima di domenica prossima, che avrebbe dovuto chiarire le prospettive occupazionali e industriali della poligrafica affidatagli un anno fa, tra un diffuso timore di speculazione immobiliare, dal curatore fallimentare. E senza il presidente Buccetti, l’ad Peppucci si è detto indisponibile a ufficializzare alle organizzazioni qualsiasi decisione. A cominciare proprio dai 15-18 esuberi, intorno ai quali non si sarebbe proferita parola, fino ad arrivare alla modifica dell’assetto societario che vedrebbe viale Martiri trasformarsi in srl, oggi è spa.
Cigs e stipendi L’ad Peppucci, però, ha potuto confermare, complici le scadenze, l’attivazione della cigs che seguirà l’esaurimento dell’ammortizzatore ordinario (cig) in scadenza, dopo i riconteggi, il 30 marzo. Restano da decifrare, invece, i tempi di versamento delle spettanze arretrate con i lavoratori che attendono di incassare le mensilità di dicembre e gennaio, oltre naturalmente la tredicesima. Qualche risposta potrebbe arrivare la prossima settimana quando una nuova girandola di incontri dovrà tratteggiare contorni più definiti intorno a un’altra delle vertenze più pesanti della città. Martedì prossimo il sindaco Daniele Benedetti incontrerà la proprietà, non è chiaro cosa bolla in pentola, dopodiché sarà di nuovo il turno dei sindacati che torneranno a fare capolino a viale Martiri.
Le schede elettorali Ma i segnali non lasciano presagire nulla di buono. I lavoratori dal canto loro continuano, nonostante gli scenari e l’emergenza stipendi, a evadere le poche commesse della poligrafica. Tra cui spicca, va detto, la stampa delle schede elettorali per tutto il territorio della provincia di Terni. Un eventuale sciopero con annesso stop della produzione rischierebbe di creare seri problemi al regolare svolgimento delle elezioni politiche. «Diamo un esempio di buon senso – è il commento dei lavoratori – fino alla fine».
