di M.T.
Piccolo, ma forse decisivo. È il passo che, giovedì mattina, davanti alla giudice Paola Vella, del tribunale di Terni, il gruppo Novelli ha fatto verso l’uscita dal tunnel della crisi. Nel corso dell’adunanza dei creditori – in totale sarebbero poco meno di tremila – è stato comunicato che, tra coloro che hanno già dato una risposta in relazione alla richiesta di concordato preventivo, la maggioranza ha dato parere favorevole.
Nuova udienza La dottoressa Vella ha annunciato che «una nuova seduta si svolgerà tra venti giorni» ed entro quella data potranno essere espressi ulteriori pareri, positivi o negativi, sulla richiesta della Novelli «tenendo presente che le mancate risposte saranno considerate, secondo le norme vigenti, come pareri positivi». L’impressione, comunque, è che alla fine la richiesta passerà.
I termini I creditori, divisi nelle due categorie previste – privilegiati e chirografari – accettando i termini del concordato permetteranno, di fatto, al gruppo Novelli di posticipare l’inizio del rimborso dei debiti di tre anni e, a partire dal quarto, il rimborso stesso avverrà diluito in più anni (da quattro a sette), con un drastico taglio, anche della metà, degli importi reali.
I creditori Non tutti, ovviamente, si sono detti soddisfatti: «Noi non daremo mai il nostro consenso – dice la rappresentante di un’agenzia di pubbliche relazioni che vanta un credito di 10mila euro – perché visto che dovrei aspettare tre anni, per poi ricevere la metà di quanto mi spetta, nei quattro successivi, tanto vale che falliscano». Mentre il legale di una piccola azienda locale, che deve avere 2.400 euro spiega che «la cosa migliore da fare è permettere alla Novelli di sopravvivere e provare a ripartire. I miei assistiti potranno continuare a lavorare e, alla fine, qualcosa recupereranno».
L’erario Nel corso della riunione di giovedì è stato anche annunciato che, per una recente decisione della Corte costituzionale, i debiti che il Gruppo Novelli ha nei confronti dell’erario sono stati declassificati e lo Stato non è più tra i creditori privilegiati. Ulteriore motivo di soddisfazione, per gli altri creditori, che non si vedranno costretti a dare la precedenza e, anche e se tra qualche anno, potranno iniziare a recuperare i propri soldi.
Il piano Confermato, poi, che il piano di risanamento del gruppo Novelli passerà attraverso il drastico ridimensionamento delle attività – che si concentreranno nelle produzioni di pane (Interpan) e uova (Ovito) – e la razionalizzazione delle risorse, umane e tecniche, per ottimizzare i rendimenti e raggiungere, entro breve tempo, il punto di equilibrio economico-finanziario.
Le banche Sicuramente importante, il passaggio in tribunale, lo sarà anche nella trattativa in corso con le banche, alle quali è stato chiesto un ‘prestito-ponte’ con il quale affrontare i prossimi, decisivi, tre anni: i sei milioni di euro che gli istituti di credito, a loro volta interessati a far sì che la Novelli resti in piedi, potrebbero essere più vicini.
