di Mar.Ros.
Si è tenuta mercoledì pomeriggio l’udienza davanti al giudice del Tribunale di Terni al quale è stato assegnato il compito di valutare la procedura di negoziazione del debito della fabbrica Moplefan del polo chimico di Terni. La decisione arriverà nei prossimi giorni. Una delegazione di lavoratori del sito industriale ha partecipato con un sit in al di fuori del Palazzo di giustizia. L’accettazione o meno, del piano presentato dall’avvocato Angeli, commissario nomitato dalla Camera di commercio dell’Umbria, un passaggio decisivo per la sopravvivenza dell’azienda che, rimarcata la volontà di riavviare la produzione, deve fare i conti con la propria situazione debitoria definita critica già in sede ministeriale al dicastero delle Imprese e del Made in Italy.
Moplefan Terni Il giudice scioglierà verosimilmente la riserva nel giro di qualche giorno. Intanto per i dipendenti della fabbrica (che produce film di polipropilene) è attesa anche per il decreto del ministero del Lavoro in relazione alla Cassa integrazione straordinaria richiesta per un altro anno. Aspetto tutt’altro che secondario considerato che il ‘piano di rientro’ include anche operazioni aleatorie come l’alienazione di alcuni immobili di proprietà dell’azienda da tempo in disuso, nonché tenuto conto del fatto che, anche solo per riavviare la produzione, posta la necessità di ritrovare spazio nel mercato di riferimento, c’è bisogno di risorse per l’acquisto di materie prime e Moplefan già soffre un’esposizione debitoria nei confronti dei fornitori.
Comune di Terni Sul caso si è espresso l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni Sergio Cardinali: «La situazione della Moplefan di Terni è appesa a un filo. Oggi si è svolta la camera di consiglio in Tribunale e siamo in attesa della sentenza del giudice sulla composizione negoziata. Ma la vicenda – dichiara Cardinali – non può essere solo una questione della magistratura, occorre uno sforzo collettivo per arrivare al risanamento e al proseguimento dell’attività produttiva. Positivo che ci sia la vendita di un terreno non utile all’azienda ma che può portare risorse all’azienda stessa, nella seconda metà dell’anno è previsto un introito per alcune cessioni già disposte dalla proprietà polacca, i soci si sono impegnati a immettere denaro fresco e al tempo stesso è auspicabile che ci sia anche un ingresso di un nuovo socio. Tutto questo quadro ha comunque bisogno dell’apporto di Invitalia che tutti ci auspichiamo in quanto l’azienda è stata dichiarata in fase di crisi ma non in condizioni di insolvenza e una condizione nella quale, dunque, si può investire.
L’altro aspetto sul quale ci attendiamo risposta è quello sulla cassa integrazione perchè al momento i lavoratori non percepiscono nulla. Su questo versante ci attendiamo una risposta del Ministero».
