Anticipazione stipendi arretrati al palo (foto archivio Fabrizi)

di Chiara Fabrizi
Twitter @chilodice

Crisi ex-Pozzi, si allungano i tempi per l’omologazione del concordato. E il rischio che slitti l’ingresso di Saint Jean industries su Isotta Fraschini (alluminio) fa capolino all’orizzonte. L’affitto del ramo d’azienda ai francesi è  programmato, stando alle carte depositate in tribunale, per il primo luglio, ma l’adunanza dei creditori convocata per il 2 maggio in tribunale è stata rimandata a data da destinarsi.

VIDEO. LA PROTESTA DEGLI OPERAI A CONFINDUSTRIA

I LAVORATORI SCENDONO IN STRADA. FOTOGALLERY

Dove sono gli israeliani? Si fa sempre più aggrovigliata la vertenza e la relativa procedura concorsuale attivata sul polo metallurgico di Santo Chiodo che, oltre agli sviluppi sul futuro del repartino dell’alluminio, deve fare i conti con le prospettive di Ims (ghisa) su cui pende, come esplicitato nel concordato, una trattativa con gli israeliani di Mogdal Metal e di Cukierman bank su cui da più parti vengono avanzate perplessità. E di alternative non ce n’è ombra, mentre la produzione resta al palo.

VIDEO. LE RISPOSTE DEL SINDACO BENEDETTI

IMS. GLI OPERAI TORNANO IN COMUNE. GALLERY

Produzione ghisa stoppata I vertici di Santo Chiodo, tornati ad accomodarsi al tavolo di Confindustria, ai sindacati non hanno indicato una nuova data per la riaccensione del cubilotto, dopo che l’appuntamento del 25 marzo è trascorso senza che il cuore della fonderia tornasse a pulsare. Non solo. Da qualche giorno anche i due forni minori, che finora hanno assicurato limitati volumi produttivi, sono stati spenti. Continuano a mancare le materie prime e, inutile dirlo, la liquidità per il relativo approvvigionamento e le manutenzioni degli impianti. Nello stabilimento Ims, insomma, ci si limita alla finitura dei particolati già fusi, mentre le commesse confermate a fine febbraio da Lahyer, il gigante tedesco dei ponteggi, cliente fondamentale per Ims, continuano ad accumulare ritardi.

IL CORTEO DELL’EMERGENZA LAVORO. LE IMMAGINI

Alluminio, i francesi vogliono omologazione concordato Non migliore la situazione nel repartino dell’alluminio che, complice l’affitto ai francesi messo in cantiere dalla proprietà, negli ultimi mesi aveva navigato in acque non calme, ma sicuramente meno burrascose di quelle di Ims. Ma oggi, con la convocazione dei creditori rimandata a data da destinarsi, anche quella che sembrava la prospettiva più solida rischia di registrare un brusco stop. Già, perché sembrerebbe piuttosto verosimile che i partner d’oltralpe prima di riversare capitali su Santo Chiodo vogliano avere la certezza che la procedura concorsuale vada a buon fine. L’omologazione del concordato, a detta di molti, compresi i rappresentanti sindacali, è condizioni essenziale per dare seguito all’operazione prevista dal concordato. Ma in attesa di una convocazione per l’adunanza dei credito, il giorno zero dei francesi sembra destinato ad allontanarsi.

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