Alcuni stabilimenti ex Pozzi (foto archivio Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Un tavolo istituzionale per scoprire le carte su eventuali investitori interessati all’acquisto. Questo chiedono i lavoratori della ex Pozzi, il polo metallurgico di Spoleto in amministrazione straordinaria dallo scorso luglio ma su cui, almeno finora, non filtrano elementi rassicuranti sull’operazione di salvataggio affidata ai tre commissari straordinari Claudio Franceschini, Simone Manfredi e Marco Sogaro.

TUTTO SU CRISI EX POZZI

Tutto fermo in Ims e Isotta Fraschini Per ora, infatti, tutte le produzioni dell’industria di Santo Chiodo restano al palo, fermi gli impianti di Ims (ghisa) e anche quelli di Isotta Fraschini (alluminio) che da mesi ha ormai perso l’unico cliente, Fiat. In questo senso la riaccensione del cubilotto, cuore pulsante della fonderia, continua ad apparire lontana al pari dell’apertura della linea di credito cercata a lungo dai commissari per reperire la liquidità necessaria per far rialzare il polo metallurgico.

Tavolo per la ex Pozzi E con l’amministrazione straordinaria in dirittura d’arrivo, la scadenza risulta fissata per i primi di luglio, occorre stringere sulle possibilità di vendita della ex Pozzi di Spoleto onde evitare epiloghi nefasti sull’ultima fabbrica di Spoleto. In questo senso i lavoratori sarebbero intenzionati, anche attraverso le organizzazioni sindacali, a far accomodare nuovamente tutte le parti intorno a un tavolo per capire se le manifestazioni di interesse di cui si è parlato nei mesi scorsi rappresentano ancora un’ancora di salvezza per i 250 lavoratori.

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