di C.F.
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Ripresa col freno a mano tirato. Fatica a rialzarsi il polo metallurgico di Spoleto, dove dopo due settimane di stop lunedì sono tornati al lavoro 64 operai di Isotta Fraschini (alluminio) chiamati a evadere le modeste commesse richieste da Fiat, unico cliente. Non va meglio in Ims (ghisa) che dopo il viaggio commerciale in Germania dei commissari fa i conti con ordinativi dai volumi ben al di sotto di quelli a cui si era abituati.
Ex Pozzi fatica a rialzarsi Resta una crisi a dir poco complessa quella che il sito industriale di Santo Chiodo in sta tentato di superare, dopo la fermata produttiva causata dal terremoto giudiziario che ha travolto i vertici del gruppo Casti a colpi di arresti e sequestri, ma anche di una lunga gestione che negli ultimi tre anni ha progressivamente allontanato dagli stabilimenti di Spoleto molti clienti storici della ex Pozzi, a cominciare dai tedeschi della Lahyer.
Isotta Fraschini produce a intermittenza In questo quadro, nella fabbrica Isotta Fraschini lunedì sono tornate al lavoro 64 tute blu chiamate a produrre le testate Fiat. Qui si fonde a intermittenza e secondo le rsu nei due mesi e mezzo che separano dal 2015, bene che andrà, si lavorerà 4 settimane. Già, perché l’industria dell’automobile italiana ha ridimensionato i volumi delle commesse (si parla di 1.000-1.500 testate settimanali contro le 4 mila abituali) a tal punto che i commissari, per tenere dritta la barra del conto economico, sarebbero costretti ad ammassare ordinativi prima di evaderli. Tant’è che nelle ultime due settimane per tutti gli 82 operai in organico si è ricorso alla cassa integrazione.
Ims fatica a reperire commesse Non più rosee le prospettive invernali di Ims (ghisa), dove al momento continuano ad andare in fabbrica soltanto una ventina di unità tra reparti a freddo e amministrativo, a fronte di un organico che conta 180 lavoratori. Nei giorni scorsi i commissari straordinari accompagnati da alcuni dirigenti del polo metallurgico di Spoleto sono volati in Germania per rastrellare commesse, ma il bottino non sarebbe stato particolarmente ingente. Pesano, infatti, i ritardi con cui negli ultimi anni i clienti si sono visti recapitare i pezzi e pesa anche il recente e prolungato blocco totale che, inevitabilmente, ha spinto partner storici a rivolgersi ad altri realtà industriali. Secondo quanto filtra da Santo Chiodo, le commesse firmate assicurerebbero l’operatività di Ims per il primo semestre 2015 ma non è chiaro per quanti lavoratori.
Ex Pozzi verso cassa straordinaria? Sul fronte degli ammortizzatori sociali, la settimana scorsa i lavoratori della ex Pozzi hanno incassato la cassa integrazione ordinaria di luglio, mentre giovedì la commissione deputata ad autorizzare i pagamenti tornerà a riunirsi per valutare quella di agosto. L’ammortizzatore sociale è comunque in via di esaurimento e secondo gli addetti ai lavori l’unica valvola di sfogo sarebbe rappresentata dalla cassa straordinaria, strumento che spaventa non poco gli operai preoccupati di rimanere a secco di versamento per diversi mesi.
