di Chiara Fabrizi
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Isotta Fraschini (alluminio), dai francesi di Saint Jean Industries 100 mila euro al mese per l’affitto. E dopo due anni e mezzo cessione, questo il piano, degli stabilimenti e tecnologie di Santo Chiodo, ma anche di Dongo (Como), a una nuova società (newco) per 22 milioni. I creditori, invece, si preparano a raccogliere le briciole sui 24.5 milioni di spettanze, liquidate al massimo al 12%, mentre complessivamente i debiti ammontano a 61.5 milioni, 20 in più di quelli di Ims (ghisa).
Newco, Saint Jean 51% e Casti 49% Sono le trenta pagine della proposta di concordato a chiarire il profilo dell’operazione disegnata dai manager Casti e Saint Jean che, tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, costituiranno la newco italo-francese, con i soci d’oltralpe pronti a mettere le mani sul 51%. Prima però, come noto, ci sarà l’affitto del ramo di azienda. A partire da luglio e per i successivi 30 mesi vertici e tecnici dell’industria alle porte di Lione entreranno ufficialmente a Santo Chiodo, se oltre ai 100 mila euro di canone mensile pattuiti porteranno in dote qualche commessa non è noto.
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Affitto, 30 mesi per 3 mln Quello che si apprende dai documenti depositati in tribunale è che l’ingresso dei francesi, oltre ai 3 milioni spalmati in 30 mesi per l’affitto, consegnerà ai conti da profondo rosso dell’Isotta ulteriori 3 milioni per quello che viene definito “training sulle tecnologie”, somme che saranno versate dal 31 dicembre 2013, prima tranche da 300 mila euro, al 31 dicembre del 2015 quando arriverà il saldo da 1.5 milioni. Dopodiché in scena entrerà la newco costituita per il 49% da Casti, attuale proprietario di Isotta, e da Saint Jean Industries per il 51%.
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I creditori recuperanno il 12% Ammesso che la procedura di concordato vada a buon fine, superando, prima, lo scoglio del via libera dei creditori e, poi, quello dell’omologazione dei giudici. Passaggi per niente scontati. Già, perché per i 25.4 milioni di spettanze che finiranno al centro dell’adunanza, è stato proposto un accordo di recupero compreso tra il 9 e il 12%. Se i fornitori, ma anche gli istituti di credito, accetteranno la risicatissima offerta formulata da Casti lo si saprà il prossimo 2 maggio quando, uno dietro l’altro, i legali dei piccoli e medi imprenditori saliranno in tribunale. Gli altri 37 milioni di debiti inseriti nel passivo di Isotta, tra cui quelli verso i 98 lavoratori in organico, dovranno essere onorati per intero, come previsto dalla legge.
