di Fabio Toni

Crisi e presenze ridotte al lumicino. Gli albergatori ternani chiedono uno sconto sulla tariffa di igiene ambientale applicata dal Comune.

Per il presidente di confcommercio Ivano Rulli e la vicepresidente di Federalberghi, Elisabetta Ruozi Berretta, «la tariffa in vigore è sproporzionata e colpisce in modo iniquo le imprese alberghiere».

Secondo i rappresentanti di categoria, le strutture ricettive sconterebbero una incongruenza fra l’importo della Tares e la quantità di rifiuti realmente prodotta, «equiparabile in tutto e per tutte alle produzioni di rifiuti delle abitazioni». Un dato di fatto che non conforta e che rende l’idea su quale sia lo stato di salute degli alberghi ternani. «Bisogna tenere conto che le strutture ricettive richiedono investimenti consistenti – spiegano Confcommercio e Federalberghi -. In caso di crisi aziendali, queste strutture verrebbero difficilmente sostituite da altre, con il rischio di una destrutturazione ricettiva del territorio».

Sulla base di questi motivi, le associazioni hanno chiesto di equiparare la tariffa di igiene ambientale a quelle applicata per le abitazioni civili. «È già stato fatto in città a vocazione turistica, come Milano, prevedendo agevolazioni o esenzioni in base al parametro di effettiva occupazione delle strutture ricettive, certificato dalla rilevazione delle presenze».

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