di Dan.Bo.
Sono oltre 40 i dipendenti a rischio alla Sigit di San Giustino, storica azienda del settore automotive che anche in Umbria vive una profonda crisi. Come spiegato nelle scorse ore dai sindacati Femca Cisl, Filctem Cgil e dalle Rsu, la Società italiana gomma industriale Torino ha disposto la cassa integrazione a zero ore per i lavoratori impegnati nelle attività legate alla gomma e plastica. Decisione accolta con «forte e preoccupata opposizione» dai sindacati, che parlano di «misura improvvisa e unilaterale» che solleva «gravi interrogativi sul futuro produttivo e occupazionale del sito».
Agitazione Lavoratori e sindacati hanno dichiarato lo stato di agitazione con assemblea permanente fino al prossimo incontro sindacale, previsto il 15 novembre, e comunque «fino a quando l’azienda non fornirà risposte concrete e non saranno dissipati ufficialmente i dubbi riguardanti la tenuta della sede». La sospensione totale dal lavoro è a tempo indeterminato e va ad aggravare «la già delicata situazione economica e sociale dei dipendenti – spiegano i sindacati – che si trovano ora a fronteggiare un’incertezza totale sul loro futuro, coperti solo dall’ammortizzatore sociale».
Le preoccupazioni In particolare la preoccupazione cresce anche alla luce degli spostamenti, decisi mesi fa, di alcuni macchinari in altre sedi; spostamenti «giustificati dalla direzione aziendale come necessari per trasferire lavoro in altre sedi che ne erano sprovviste, a causa della saturazione della sede di San Giustino». Il timore è ora quello che altre macchine siano trasferite in altri stabilimenti del gruppo. La Sigit ha 14 sedi in 10 paesi (tutti europei a parte l’Oman) e lavora per alcuni dei marchi automobilistici più importanti, ai quali fornisce componentistica in gomma e alluminio. La proprietà del gruppo è in mano a due soci piemontesi e all’Oman investment authority, fondo d’investimento del paese che si affaccia sul Mar Arabico.
Il settore in Umbria Secondo i numeri dei sindacati il settore dell’automotive in Umbria occupa in modo diretto circa 2mila persone più l’indotto. Nei giorni scorsi durante l’assemblea dei metalmeccanici della Cgil che si è tenuta a Todi, il segretario nazionale Michele De Palma ha chiesto un pacchetto straordinario di risorse e interventi, ricordando che le crisi dell’ex Fiat e del gigante Volkswagen-Audi «rischiano di produrre effetti industriali e occupazionali disastrosi».
