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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 08:27

Coronavirus: il decreto non ferma la chimica ma Alcantara, Tarkett e Beaulieu stoppano

Nel sito di Terni breve fermata e spedizioni garantite, nella tessile di Nera Montoro riapertura il 14 aprile: 25 assunzioni a rischio

di M. R.

Molte realtà, considerata l’emergenza Coronavirus, stanno ancora valutando il da farsi anche sulla scorta delle richieste che provengono dai rappresentanti sindacali, ma l’ultimo decreto emanato dal governo italiano non ferma la chimica pertanto la decisione di un fermo impianti nel settore è a discrezione delle singole direzioni aziendali. A dichiarare lo stop nel Narnese sono ad esempio Tarkett e Alcantara.

Nera Montoro Nel primo caso l’impatto verrà ammortizzato soprattutto con smaltimento ferie. La Tarkett ha chiuso lo stabilimento fino al 4 aprile per contribuire ad arginare la diffusione del virus. Lo stop della produzione – precisano in risposta alle indiscrezioni circolate nel pomeriggio di lunedì – non è assolutamente legato a maestranze in malattia. Questa la comunicazione a personale: «La direzione aziendale tiene a precisare che in base agli ultimi provvedimenti del Governo,  la nostra attività rientra tra quelle  definite essenziali nel’allegato 1 del DPCM 22 marzo (codice Ateco 22.23 prodotti in gomma e plastica ), e quindi non soggetta a chiusura, avendo già attivato piani di azioni che garantivano la sicurezza dei lavoratori. Ma, al fine di contribuire ad arginare la diffusione, evitando gli  spostamenti delle persone, la Direzione ha  deciso di chiudere l’attività per due settimane. Ringraziamo tutti i lavoratori e l’RSU, per la responsabilità e la capacità dimostrata nell’affrontare una situazione  così difficile e dolorosa». Quanto ad Alcantara invece, è stata richiesta l’apertura della cassa integrazione e l’azienda, che ha recentemente mostrato una certa difficoltà, ha prospettato una ripresa delle attività non prima del 14 aprile. Vale la pena ricordare, a questo proposito, che, a fronte di 57 contratti in scadenza, qui i sindacati avevano ottenuto almeno per 25 lavoratori l’assunzione a tempo indeterminato,a questo punto a rischio. Narni scalo prosegue invece il lavoro all’interno della GoSource dove di fatto non esisterebbero, in produzione, situazioni di particolare pericolosità per il contagio da Coronavirus; qui come avvenuto in diverse altre realtà, l’azienda ha disposto un ingresso scaglionato a spogliatoi e docce.

Polo chimico di Terni A Umbria24 risultano poi attive tutte le produzioni del polo chimico ternano, fatta eccezione per Beaulieu che da martedì ferma. «È doveroso precisare – scrive l’azienda – che il fermo sarà di qualche giorno ed è stato deciso dall’azienda e comunicato ai sindacati nel pomeriggio di lunedì -, per attuare ulteriori sanificazioni straordinarie ed altre misure di prevenzione, come anche previsto dal protocollo d’intesa tra governo e sindacati, e come stiamo facendo ormai da fine febbraio, in linea con l’assoluta priorità che diamo alla sicurezza e salute dei nostri dipendenti. Sono garantire le spedizioni verso i clienti».

Treofan All’interno degli altri stabilimenti si lavora a distanza di sicurezza tra lavoratori e sono state disposte varie sanificazioni degli ambienti. Tra le altre misure per evitare la trasmissione del virus, da segnalare che un po’ ovunque si pone il problema dei dispositivi di protezione individuale che sono difficili da reperire. In questo particolare periodo, potrebbe addirittura crescere la produzione Treofan a fronte di chiusure della stessa azienda in altri siti europei e al netto di attività legate a settori essenziali come quello alimentare, ma non è scontato che ci siano poi sufficienti risorse umane per far fronte a tale eventualità. La situazione insomma è in evoluzione, ma di fronte all’emergenza Coronavirus, la segreteria della Filctem Cgil di Terni insiste: «Ogni imprenditore, manager, dirigente è consapevole di cosa produce la propria azienda e se si tratta di beni effettivamente essenziali o superflui, indipendentemente dalla lista allegata al decreto. Prima che si verifichi sui nostri territori quanto è accaduto e sta accadendo in molte province d’Italia, prima che il virus si diffonda in maniera incontrollata, mostrate il senso di responsabilità, fermare oggi per ripartire più forti alla ripresa. La salute prima di tutto».

@martarosati28

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