La sede Termoform

di Daniele Bovi

Per una volta niente manifestazioni di fronte ai cancelli di un’azienda umbra, niente notizie su vertici per ottenere ore di cassa integrazione o per salvare il salvabile. Nell’Umbria della crisi, ci sono anche imprese pronte a espandere il proprio perimetro e a sbarcare fuori regione con un progetto industriale per salvare posti di lavoro che sembravano perduti, ridando così speranza a decine di famiglie. Un fatto che in anni di crisi e restringimento della base imprenditoriale diventa una (bella) notizia. È il caso della Termoform di Corciano, azienda che lavora materie plastiche, producendo fra le altre cose espositori anche in legno e metallo per molti settori commerciali.

Il progetto L’azienda umbra nei giorni scorsi ha formalizzato la sua proposta alla Regione Puglia per la riconversione degli stabilimenti della ex Miroglio di Ginosa, in provincia di Taranto. Un territorio martoriato dall’inquinamento dell’Ilva e sul quale, giusto poche ore fa, è piombata l’ennesima brutta notizia per il mondo del lavoro, con il gruppo Marcegaglia che ha annunciato la chiusura dello stabilimento che si occupa di realizzare pannelli fotovoltaici e coibentanti e che dava lavoro a 134 persone. Per la ex azienda tessile piemontese, con sedi proprio a Ginosa e a Castellaneta, si apre invece una speranza. Il progetto prevede l’assunzione di 70 operai ex Miroglio, ora in mobilità, e l’attivazione di un piano formativo di supporto che la Regione è pronta a sostenere.

Interesse concreto Martedì, nella sede del ministero dello Sviluppo economico, Regione, sindacati e istituzioni locali hanno fatto il punto insieme al Ministero sui progetti, quattro compreso quello della Termoform, che potrebbero portare al reimpiego di tutti e 195 gli operai. «L’azienda – ha spiegato Leo Caroli – ha proposto un atto ufficiale, estremamente importante, che rende concreta la manifestazione di interesse. Valuteremo nelle prossime settimane la concreta realizzabilità e sostenibilità della proposta progettuale, in particolare per quanto attiene il piano finanziario». La vicenda va avanti da anni e, fino ad ora, tutti i tentativi di reindustrializzazione dei siti non più funzionanti sono falliti. Stavolta però potrebbe essere la volta buona. L’opera di ricerca di potenziali investitori da parte della Wollo, azienda incaricata dalla Miroglio di sondare il mercato, proseguirà comunque fino al 31 dicembre.

Twitter @DanieleBovi

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