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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 14:02

Comunità energetiche, dalla parola dell’esperto di Terni all’evento di Arrone

Vantaggi economici, ambientali e sociali tra incentivi, agevolazioni fiscali e pure opportunità di lavoro

 

di Mar.Ros.

Sete di energia e costi alle stelle; ma alcune soluzioni possibili sono già a disposizione e anzi ci sono già delle esperienze da raccontare.

Cer «Con le rinnovabili sono moltiplicati i punti di produzione di energia, quella che dalla grande centrale confluisce alla rete comune comporta una dispersione del 2% circa. Diversi edifici adibiti a diverse attività, o semplici soluzioni abitative, legati al nodo elettrico più vicino, che di per sé garantiscono produzione e consumi, vanno a ottimizzare il sistema senza prelevare dalla rete e senza peraltro coinvolgere il gestore dei servizi energetici (Gse) e possono beneficiare di alcuni benefit, incentivi per il titolare della comunità energetica (110 euro a Mw/h), nonché risparmi in bolletta per chi ne usufruisce. Accade anche che, in alcuni giorni, al netto di una produzione continua, ho consumi minori, a quel punto distribuisco l’energia ‘in eccesso’ a favore della rete comune; la acquista a quel punto il Gse al 50% circa del costo standard, con benefici per chi compra e chi produce. Quest’ultimo, che è anche colui che ha investito per l’installazione dei pannelli e che può comunque beneficiare anche di agevolazioni fiscali, può decidere in alternativa di cedere gratuitamente l’energia a chi la consuma anche in quei giorni, tanto può contare sempre sugli incentivi». Questo in estrema sintesi il meccanismo delle cosiddette comunità energetiche.

Mauro Donnini A parlarne a Umbria24 è l’ingegnere Mauro Donnini, che ha alle spalle esperienze manageriali in diverse aziende italiane, nel settore della siderurgia e ora anche nell’economia circolare, è stato docente universitario e oggi vanta la qualifica di Ege, l’esperto in gestione dell’energia; una figura professionale accreditata per conto di due ministeri; è inquadrata in un livello superiore all’Energy manager ed è competente in materie ambientali, economico-finanziarie, tecnologiche e di gestione aziendale nel campo energetico ed ambientale, in grado di  intervenire a supporto delle organizzazioni al fine di migliorare il livello di efficienza energetica e di ridurre i consumi e le emissioni di gas al fine di promuovere l’uso razionale dell’energia; un vero e proprio braccio destro per le aziende energivore ad esempio. Per ottenere il certificato, oltre l’esame superato, ha dovuto vantare un’esperienza di almeno sette anni come direttore tecnico di un’azienda energivora. Lo stesso Donnini rivela di voler coinnvolgere a breve giovani volenterosi, ad esempio per la gestione del software (ovvero le piattaforme tecnologiche che consentono la condivisione dell’energia) delle comunità energetiche che sorgeranno. In fase molto avanzata quella che l’ingegnere sta seguendo per un quartiere di Roma. La progettualità portata a termine, in quel caso, ha comportato tutta una serie di studi e valutazioni degli utenti che ha in qualche modo interconnesso le persone e, molto romanticamente parlando, la comunità energetica è anche questo.

Ege Donnini garantisce come alla base vi siano vantaggi ambientali, economici e sociali: «Le scelte tese al risparmio di energia primaria come l’autoconsumo da rinnovabili e la Car (cogenerazione ad alto rendimento) sono i pilastri su cui fondare una politica di approvvigionamento energetico sostenibile. La diminuzione dei costi di approvvigionamento e la possibilità di beneficiare degli incentivi stabiliti dal ministero dello Sviluppo economico sarà una leva importante nella diffusione delle Comunità energetiche (Cer); e l’appartenenza a un gruppo di autoconsumatori comporterà, a fronte di un investimento iniziale, un flusso di cassa positivo che negli anni potrebbe essere investito in iniziative che la comunità stessa ritiene necessarie/opportune. Per la gestione dell’energia si vengono di fatto a creare delle microsocietà organizzate: un regolamento di cui dotarsi è il primo passo da compiere all’atto della costituzione della Cer, che implica il coinvolgimento di almeno due soggetti: «Ampliare la cerchia poi è facilissimo, è sufficiente una comunicazione al Gse». Un’altra comunità energetica nascente di cui Donnini si sta occupando è in Valnerina.

Legambiente E proprio ad Arrone, sabato 4 giugno, verranno presentate le opportunità di questo nuovo modello energetico diffuso basato su autoproduzione e condivisione dell’energia da fonti rinnovabili; sarà la prima edizione del Forum Energia di Legambiente Umbria, un appuntamento utile a fare il punto su come farsi trovare pronti in questo anno cruciale: i borghi sotto i 5mila abitanti attendono l’attuazione della normativa legata alle CER e l’attivazione del fondo da 2,2 miliardi di euro del PNRR destinato allo sviluppo di comunità energetiche in questi territori. Il presidente di Legambiente Umbria, Maurizio Zara, anticipa che in Umbria ci sono già esperienze da raccontare e seguire: «Realtà capaci di mettersi in gioco e di raccogliere la sfida del cambiamento, nonostante le difficoltà e il problema dello spopolamento che interessa ormai l’intera regione. Dalla comunità energetica che si sta pianificando proprio ad Arrone, a quella di San Venanzo che parte dal progetto di cooperativa di comunità, fino a quelle di prossimo avvio di Narni e di Marsciano, ma sono tanti altri i territori interessati a ragionarci». «La democrazia energetica rappresenta il miglior strumento per contrastare gli effetti della crisi climatica, del caro bollette e per dare sostegno a chi vuole restare a vivere nei piccoli comuni – dichiara il sindaco di Arrone e coordinatore della consulta ambiente di ANCI Umbria, Fabio Di Gioia -. Un ruolo da protagonista può essere giocato dalle stesse amministrazioni locali che possono dare un contributo fondamentale per garantire l’accesso alle risorse energetiche attraverso la condivisione, la partecipazione e la redistribuzione democratica».

Valnerina L’evento di Arrone è inserito anche all’interno del programma nazionale della 19esima edizione di Voler Bene all’Italia 2022, la festa nazionale dei piccoli comuni in programma dal 2 al 5 giugno nella Penisola: ad oggi sono oltre cento i borghi che in tutta Italia hanno sottoscritto il Manifesto per la democrazia energetica, il documento promosso da Legambiente e Kyoto Club insieme a AzzeroC02, Associazione Borghi Autentici d’Italia, Touring Club Italiano, Borghi più belli d’Italia, Appennino Bike Tour. Ad Arrone verrà presentato anche il progetto “Be.Com.E. Dai Borghi alle comunità energetiche”, che nasce proprio per informare, formare ed assistere i piccoli comuni in questo percorso. L’evento di sabato 4 giugno che si terrà a partire dalle 10:30 presso il Convento di San Francesco ad Arrone è organizzato da Legambiente Umbria, con il sostegno del progetto LIFE Climaction, il patrocinio di Anci Umbria e dall’associazione I Borghi più belli d’Italia e sarà possibile seguire i lavori anche online sulle pagine social di Legambiente Umbria.

 

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