La sede della Banca popolare di Spoleto (foto Fabrizi-U24)

di Daniele Bovi

«Un fatto che accresce la chiarezza della situazione». Commenta così, raggiunto telefonicamente da Umbria24 il professor Francesco Carbonetti (noto legale, docente universitario e soprattutto presidente di Clitumnus srl), il commissariamento di Bps e Scs da parte di Banca d’Italia. Clitumnus che altro non è se non il veicolo societario attraverso il quale Carbonetti, insieme a un gruppo di imprenditori umbri e di Fondazioni capeggiate da Carlo Colaiacovo, ha recentemente, su richiesta della Consob, reso nota la sua offerta per il pacchetto di controllo della Banca popolare di Spoleto.

BANKITALIA COMMISSARIA BPS E SCS

Commissariamento benvenuto «I commissari – prosegue Carbonetti – sono ora chiamati a verificare la gestione e a porre riparo alla situazione. Diciamo che il commissariamento è benvenuto». Insomma, quanto successo martedì non scalfisce l’interesse manifestato negli scorsi giorni: «La cordata – spiega infatti il professore – continua ad avere interesse. I commissari avranno bisogno di tempo per lavorare, ma è chiaro che da ora saranno loro i nostri interlocutori».

L’offerta L’offerta fatta da Clitumnus è di 2,1 euro per azione e valorizza la banca circa 62,5 milioni di euro. L’operazione, che la Clitumnus nella nota in cui si manifestava l’interesse definiva «amichevole» (e Scs, che ha rifiutato l’offerta, «un’Opa ostile»), «è stata illustrata a Banca Imi, advisor finanziario di Spoleto Crediti e Servizi (Scs), titolare del 51% circa del capitale di Pop Spoleto». Un’operazione che ha «l’obiettivo di salvaguardare l’autonomia della banca, la sua sede e direzione generale in Spoleto, il suo radicamento territoriale e tutti i posti di lavoro». Tra offerta e ricapitalizzazione così sul piatto finirebbero circa 100 milioni di euro.

Giornata di passione in Borsa Per Banca popolare di Spoleto è stata una giornata assai difficile anche in Piazza Affari sulla quale, a fine contrattazioni, lascia il 7,4%. Contrattazioni in realtà mai iniziate perché fin dall’apertura (da Spoleto sostengono che la Consob fosse stata informata del commissariamento già nella giornata di lunedì) il titolo non era stato ammesso «in attesa di una nota». Alle 15 è stato riammesso andando però subito in asta di volatilità (che si attiva quando il prezzo teorico supera la percentuale di variazione massima fissata da Borsa Italiana): poco dopo le 15 infatti il titolo era sceso a quota 2,286 euro contro i 2,482 della chiusura di lunedì. A fine seduta il titolo è rimasto sui 2,29 euro e quindi, sul campo, è rimasto il 7,4%.