Al centro, l'assessore Fabio Paparelli (foto U24)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Promozioni e sconti possibili tutto l’anno, fatti salvi i consueti periodi di fine stagione dedicati ai saldi e le liquidazioni per fine attività o ristrutturazioni. E’ questa una delle novità principali contenute nel testo unico del commercio presentato martedì mattina a palazzo Cesaroni dall’assessore Fabio Paparelli. «Una misura – ha commentato – accolta con favore dalle associazioni dei consumatori». Il testo è il risultato della «fusione» e dello sfoltimento delle cinque leggi che prima regolavano la materia, per un totale di 98 articoli contro i 158 precedenti. La nuova normativa è stata pre-adottata dalla giunta regionale e diventerà esecutiva a partire dalla prossima settimana, dopo il parere vincolante della commissione consiliare competente. L’ultimo passaggio, entro 60 giorni, sarà l’approvazione in aula con sole mozioni di voto, senza quindi la possibilità di apportare modifiche.

Snellimento Snellimento delle procedure, semplificazione e uso delle nuove tecnologie sono i cardini sui quali l’esecutivo regionale ha cercato di incardinare il testo unico. Una giunta che ha deciso di accogliere in blocco i rilievi del governo che, il 19 giugno, aveva impugnato di fronte alla Corte costituzionale il testo propedeutico a quello unico. Così dai «poli commerciali», definizione tutta umbra, spariscono gli «esercizi di vicinato» che avrebbero potuto essere sottoposti ad una normativa «restrittiva e discriminatoria». Per quanto riguarda invece i distributori di carburanti viene rimosso l’obbligo, per quelli di nuova apertura, di dotarsi di almeno uno tra gpl, colonnine elettriche, metano, biodiesel, idrogeno e così via. Eliminata anche la tipologia di impianto di «pubblica utilità» che prevedeva «l’adeguata sorveglianza fisica degli impianti», ed è stato così modificato l’articolo che disciplina gli impianti senza gestore. I timori della Regione sul punto riguardano i disabili, che ovviamente sono svantaggiati dall’assenza di personale. Per questo si cercheranno intese in futuro coi gestori.

I rimborsi L’altra novità importante che emerge dall’ultima versione del testo riguarda l’istituzione di un fondo, che andrà cofinanziato dai Comuni, per «risarcire» quei negozi che possono essere danneggiati da lavori di pubblica utilità come il rifacimento di strade o piazze. La somma coperta sarà di almeno il 30% di quanto richiesto dall’impresa. Il primo blocco di norme sono quelle già contenute dal testo «propedeutico» a quello unico e che riguardano l’adeguamento ai recenti decreti del governo, dal Salva Italia a quello sulle semplificazioni passando per le liberalizzazioni. Il primo campo di intervento è quello dell’informatizzazione, dalla presentazione delle pratiche alla gestione dei procedimenti online. Il tutto con la Regione che si pone come «guida» per i Comuni e le imprese investendo nella tecnologia necessaria. Inoltre viene previsto anche un unico organismo laddove esistano sia il Centro di assistenza tecnica che l’Agenzia per le imprese, con quest’ultima che ingloberà il Centro, entrambi sono organismi privati, promossi in genere dalle associazioni imprenditoriali, che possono svolgere direttamente attività amministrative, facendo le veci delle diverse amministrazioni coinvolte.

E-commerce Nel testo, oltre alla valorizzazione dei «negozi storici», compare anche la definizione di e-commerce e il suo sostegno da parte della Regione, specialmente per quelle imprese che intendono aggregarsi costituendo reti. Una delibera da adottare in futuro istituirà poi i «Centri commerciali naturali», intesi come strumenti di rilancio dei centri storici e di quelle realtà che vi operano, anche qui con attenzione particolare per chi fa squadra. Cadono poi il divieto di esercitare nella stessa struttura il commercio al dettaglio e quello all’ingrosso mentre, tornando in tema di sconti e prezzi, viene introdotto l’obbligo di esporre orari e prezzi (iniziali, finali e scontati). Per chi sgarra, multe da 516 a 3.098 euro. Modificate anche le norme sul commercio ambulante: per chi si trova senza Durc niente più chiusura con possibilità seguente di riaprire mettendosi in regola entro sei mesi. Con il testo unico arriva l’obbligo di mettersi in regola entro 90 giorni e solo dopo, in caso, scatta la chiusura.

Contributi Ciò sarà possibile attraverso la condivisione di dati tra gli stessi Comuni, l’Inps e l’Inail attraverso l’uso della banca dati Suape. Inoltre la comunicazione da parte degli enti preposti dei Durc relativi ai soggetti ambulanti sarà effettuata per i soli casi irregolari permettendo ai Comuni un servizio più efficiente ed economico. Snellite anche le procedure per l’assegnazione dei contributi, mentre due sono le modifiche rilevanti per fiere e mercati, inserite nel calendario regionale, dove finiranno anche le manifestazioni locali, con il principio del silenzio assenso. Sempre in questo ambito sono state semplificate le disposizioni relative al riconoscimento degli enti fieristici e quelle relative alla procedura di presentazione delle domande da parte degli organizzatori.

Paparelli: meno burocrazia «L’obiettivo primario – ha detto Paparelli – è alleggerire gli operatori del settore da una burocrazia spesso ridondante attraverso un progetto di riordino normativo volto allo snellimento delle procedure amministrative, alla riduzione del numero delle norme esistenti e alla conseguente soppressione degli oneri amministrativi ‘inutili’ che gravano su cittadini e imprese». Paparelli poi, oltre ad aver promesso che entro settembre arriverà la normativa sulle sagre e quella per la tutela dei consumatori, sottolinea come In questo clima di generale ‘sofferenza, che coinvolge in modo pesante anche il settore del commercio, abbiamo voluto che il testo unico contenesse anche delle novità normative che sono state preventivamente condivise con le associazioni di categoria e dei consumatori. Si tratta di provvedimenti che rappresentano un primo passo in direzione di quella ‘ripresa’ che tutti auspichiamo».

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