Lavoratori Colussi sotto la sede di Confindustria (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Né un passo avanti né uno indietro. Al termine di una lunga giornata di incontri e trattative, andati in scena mercoledì nella sede perugina di Confindustria, rimane di stallo la situazione legata alla vertenza Colussi. L’azienda nei giorni scorsi ha comunicato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per 125 lavoratori su circa 450, dicendosi disponibile in un primo momento a una possibile riduzione degli esuberi che è stata quantificata proprio mercoledì: la proposta della società è di 90 licenziamenti, un numero ritenuto inaccettabile dai sindacati che torneranno a incontrare Colussi il 7 novembre. La giornata è iniziata alle 9.30 e stavolta, fuori da Confindustria, non c’è il presidio degli operai in protesta. La mattinata si è aperta con un primo summit al quale hanno partecipato solo le sigle sindacali, allo scopo di mettere a punto una posizione unitaria e, benché nessun giornalista possa entrare nella sede dell’associazione, secondo fonti presenti all’incontro non sono mancati momenti di tensione.

COLUSSI APRE SU RIDUZIONE LICENZIAMENTI

Gli incontri Questi ultimi, secondo quanto filtra, sarebbero legati all’interpretazione di alcune proposte fatte dall’azienda. Finita questa prima riunione, è andato in scena un breve summit con i rappresentanti di Colussi, che hanno messo sul tavolo alcune proposte e, dopo la pausa pranzo, azienda e rappresentanti dei lavoratori si sono nuovamente riunite per fare il punto. Alle 18 abbondanti, una volta usciti da Confindustria, i rappresentanti sindacali parlano di stallo. Colussi ha proposto un piano con una diversa programmazione del lavoro che permetterebbe una riduzione degli esuberi, giudicata però non sufficiente dai sindacati. In più si è parlato di allineamento degli orari tra i diversi lavoratori e di quelli più vicini alla pensione che, attraverso un esodo incentivato, potrebbero uscire dalla fabbrica di Petrignano.

VIDEO – PARLANO GLI OPERAI COLUSSI

Servono i dettagli A mancare però, secondo i rappresentanti dei lavoratori, sono stati criteri precisi anche riguardo la riorganizzazione del lavoro, con una disponibilità da parte delle sigle di avviarla anche su base sperimentale, avendo però chiari i contorni e gli obiettivi. Insomma, servono chiarimenti e proprio a questo scopo il piano per il momento è stato respinto in attesa del nuovo confronto del 7 novembre. Nessuna assemblea si terrà nelle prossime ore nello stabilimento di Petrignano, dove rimane ovviamente lo stato di agitazione.

VIDEO – LA PROTESTA ALL’EUROPOLIGRAFICO
CONFINDUSTRIA UMBRIA, APPELLO ALLA POLITICA

Europoligrafico Buone notizie invece da una delle tante vertenze aperte sul territorio, quella dell’Europoligrafico di San Sisto. L’azienda ha fatto dietrofront a proposito della decisione di disdire gli accordi integrativi aziendali e così, in considerazione della ripresa del confronto, i sindacati si sono riuniti mercoledì e hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione. «L’incontro con l’azienda – spiegano Cgil, Cisl e Rsu – seppure interlocutorio, è servito a sgombrare il campo dagli atti unilaterali che ci hanno portato allo sciopero. La proprietà ha quindi esposto le sue esigenze per la riformulazione del nuovo accordo aziendale di secondo livello, mentre le nostre organizzazioni e la Rsu si sono riservate di effettuare un’analisi attenta delle proposte, per capire la loro compatibilità con i contenuti della piattaforma sindacale presentata a giugno 2017». Un nuovo incontro si terrà il 17 novembre.

Twitter @DanieleBovi

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