È il 35enne Michele Carloni il nuovo presidente di Cna Umbria, che ha scelto di puntare sul direttore generale «di un’impresa innovativa e internazionalizzata del settore della meccanica con oltre 70 dipendenti». Carloni, una laurea in relazioni internazionali, succede a Renato Cesca ed è stato eletto nel corso dell’assemblea dell’associazione che si è tenuta nei giorni scorsi. «Con l’elezione di Carloni Cna – spiega l’associazione – sceglie di puntare decisamente sui giovani. Il neo presidente, infatti, sarà affiancato da una squadra di dieci imprenditori la cui età media si è sensibilmente abbassata rispetto all’organismo di presidenza uscente».
L’elezione Oltre a Carloni, in rappresentanza dei diversi settori di attività ci sono Leonardo Santarelli, Ciro Schiaroli e Luigi Silvestrini, Claudio Floritelli, Leonardo Faccendini, Mirko Papa, Simone Cipiccia, Massimiliano Sciattella, Elisa Ferrucci e Michelangelo Faluomi. Come primo impegno Carloni indica la nuova fase di programmazione dei Fondi UE 2021/2027 «attraverso le proposte – dice il neo presidente – che usciranno dal tavolo di coordinamento delle dieci maggiori associazioni d’impresa dell’Umbria, che nelle scorse settimane hanno sottoscritto un patto al riguardo con l’obiettivo di fornire un supporto alla Regione e facilitare la crescita di tutte le imprese con progetti innovativi, a prescindere dalla loro dimensione, perché solo così si potrà creare nuova occupazione e favorire la crescita del Pil regionale».
Priorità Questo perché «il teorema – aggiunge – secondo il quale la crescita delle grandi imprese comporti, a cascata, anche lo sviluppo di quelle più piccole, non ha funzionato. Puntiamo quindi al sostegno delle migliaia di micro e piccole imprese italiane e umbre che continuano a costituire l’ossatura del sistema produttivo (99%) e a garantire più del 70% dell’occupazione del settore privato». Insieme alle associazioni Cna lavorerà sui temi della transizione ecologica e digitale, sull’innovazione, sui nuovi investimenti, sulla ricerca, sull’internazionalizzazione, sulla formazione delle competenze e sull’accesso al credito.
Opportunità Per Carloni «ci sono tutte le condizioni per fare un buon lavoro perché i prossimi anni saranno ricchi di opportunità grazie alle ingenti risorse a sostegno dello sviluppo provenienti dal Pnrr e dai fondi strutturali. Ma non basteranno se non saranno accompagnate dalle indispensabili riforme, in primis quella della pubblica amministrazione, e da temi cruciali quali quello delle infrastrutture. L’obiettivo deve essere quello di costruire un habitat favorevole alla nascita e alla crescita dell’attività d’impresa».
