di Daniele Bovi
Oltre 600 mila ore in più. Tra gennaio e maggio è cresciuto in Umbria il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, che passa dalle 2,2 milioni di ore dello stesso periodo del 2013 alle 2,8 del 2014. Tradotto in termini percentuali, +23,2%. Sono questi alcuni dati delle rilevazioni Inps elaborate dall’Osservatorio Cig della Cgil nazionale nel rapporto di maggio pubblicato sabato. Quarantadue, secondo il documento, le richieste delle imprese in crisi che fanno ricorso ai decreti di Cigs, per un totale nella regione di 80 siti aziendali. In tutto nella regione sono coinvolti 15.230 lavoratori, dei quali 7.615 a zero ore; 6.115 sono quelli che usufruiscono di quella ordinaria, 6.440 di quella straordinaria e 2.675 di quella in deroga.
I numeri Dall’analisi dell’Osservatorio emerge anche il calo della Cassa ordinaria che passa da 3,2 a 2,6 milioni di ore e di quella in deroga, da 1,7 a 1,1 milioni di ore. Una flessione che è «il segno – dice il sindacato – di finanziamenti che si stanno esaurendo». Risorse che per quanto riguarda il 2014 la Regione Umbria sta attendendo. «Grazie alla propria procedura di autorizzazione per la concessione di ammortizzatori sociali in deroga – ha detto nelle scorse ore l’assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi -, la nostra è tra le pochissime Regioni che è riuscita a completare le attività relative al 2013 e a consentire i conseguenti pagamenti ai lavoratori coinvolti. Ma ancora attendiamo le risorse nazionali per il 2014».
Il paradosso Le risorse, stanziate dal Ministero, non transitano da palazzo Donini al quale spetta il compito di autorizzare i pagamenti erogati poi materialmente dall’Inps. Lo scorso gennaio una prima tranche è servita a chiudere le autorizzazioni per quanto riguarda il 2013 ed avviare quelle per l’anno in corso. «Le uniche risorse messe a disposizione negli ultimi mesi – spiega sempre Riommi – sono state destinate dal Ministero alle Regioni in ritardo che, ricordo ancora, non includono l’Umbria, per chiudere il 2013. Siamo quindi in una condizione paradossale in cui una Regione virtuosa, che lo scorso anno con previsioni corrette e controllo della spesa quotidiano è riuscita a garantire l’integrale copertura delle esigenze, non ha visto assegnate dal Ministero le dovute risorse per garantire la copertura delle necessità finanziarie per l’anno in corso».
I settori Quasi seimila, per la precisione 5.693, le richieste spedite alla Regione, delle quali 548 autorizzate con la prima assegnazione di risorse del gennaio scorso e 3.618 istruite e pronte per essere autorizzate. Tornando allo studio dell’Osservatorio Cgil, il focus sul ricorso alla Cassa straordinaria a livello settoriale fa emergere la crescita di quello meccanico (da 1,2 a 1,7 milioni di ore autorizzate) e di quello della chimica (da 80 mila a 228 mila ore). Segno più anche per l’alimentare (da 22 mila a 45 mila ore), per la metallurgia (da 23 mila a 99 mila ore) e per l’edilizia (da 191 mila a 429 mila ore). Flessioni invece per il commercio (da 718 mila a 514 mila) e per l’abbigliamento (da 311 mila a 92 mila).
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