
di Daniele Bovi
Si apre uno spiraglio per gli otto lavoratori del mangimificio Checcarini di Marsciano. Il tribunale di Perugia ha infatti sospeso lunedì l’esecutività della sentenza con cui si imponeva il blocco della produzione nel turno notturno a causa del troppo rumore prodotto dall’azienda. La decisione è stata presa dal tribunale dopo il grande clamore suscitato dalla vicenda e in attesa che venga discusso il ricorso curato dall’avvocato De Petris il prossimo 24 giugno. Come effetto immediato intanto, i lavoratori rientreranno in azienda per portare regolarmente avanti la produzione già da lunedì sera.
Manzotti: ha prevalso il buon senso «Siamo molto soddisfatti del risultato – dice a Umbria24.it Angelo Manzotti della Fai Cisl – frutto di un’azione congiunta portata avanti dal sindacato e dalle istituzioni. Anche da parte del tribunale ha prevalso il buon senso». Le otto lettere di licenziamento erano state recapitare martedì scorso ai diretti interessati provocando, come riportato dalla Cisl, «un brusco turbamento per loro e per le proprie famiglie, mandando in fumo i sogni di una vita».
Il caso Il caso era stato sollevato dalla Cisl il 24 febbraio scorso con una conferenza stampa. In sintesi, come accennato in apertura, lo stabilimento di notte sfora di qualche decibel il limite imposto dalla legge provocando qualche disagio tra la cittadinanza. Un rumore paragonabile, dicono, a quello di un frigorifero, fastidioso specialmente nei mesi estivi quando le persone lasciano le finestre di casa aperte. Ma licenziare otto persone, come fatto dall’azienda in seguito all’immediata esecutività della sentenza del tribunale, era parso davvero troppo a sindacati, istituzioni locali e famiglie, che non più tardi di sabato scorso avevano manifestato occupando le vie di Marsciano.

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