Cava del cementificio di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«Chiediamo a Regione e Comune di valutare con cura le sorti della cava di Santo Chiodo, perché c’è un imprenditore interessato al sito con un progetto produttivo che potrebbe valere anche 50 posti di lavoro».

Cisl: «C’è un progetto da 50 posti da lavoro» Lo ha detto ieri mattina Emanuele Petrini della Filca-Cisl, affiancato dal segretario regionale della stessa sigla Angelo Manzotti, nell’ambito di una conferenza stampa convocata a pochi giorni dalla scadenza della concessione, fissata per il 13 maggio, del sito di estrazione ora in capo alla società Spoleto cementi e quindi a Colacem. I contorni dell’operazione svelata della Cisl sono, come evidente, tutti da scoprire, ma è certo fin da ora che ad attrarre a Spoleto l’imprenditore è soprattutto la possibilità di spuntare la concessione della cava di Santo Chiodo.

Manzotti e Petrini della Cisl

Pressing sulle istituzioni I due sindacalisti, comunque, giovedì mattina hanno spiegato di aver anche messo al corrente dell’esistenza dell’interessamento in campo la presidente Donatella Tesei e l’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni ora sollecitati, insieme al sindaco Andrea Sisti, «a prendersi la propria responsabilità col territorio, vagliando nel merito la documentazione fin qui prodotta dall’imprenditore al fine di stabilire se rappresenta, come noi crediamo, una buona opportunità». Secondo Petrini, poi, questo soggetto economico pronto ad affacciarsi in Umbria «era anche disponibile ad acquistare l’impianto di Sant’Angelo in Mercole, che Colacem ha chiarito di non voler vendere», hanno detto in conferenza stampa.

Cava di Spoleto attrattiva Non è quindi chiaro come questo progetto produttivo dovrebbe insediarsi in città, fermo restando che, sempre in base alle dichiarazioni dei due «nella documentazione che abbiamo avuto modo di visionare c’è anche un patto di non concorrenza», in altre parole con il calcare estratto dalla cava l’imprenditore si impegnerebbe a non produrre cemento ma altri materiali dell’edilizia. I dettagli del progetto produttivo che l’investitore sarebbe disponibile a mettere in campo non vengono quindi  forniti dalla Cisl che, precisando «di non voler sponsorizzare nessun imprenditore», sostiene anche che «la cava deve essere inserita in un progetto vero capace di portare occupazione in città, mentre ora nel sito di estrazione di Santo Chiodo lavorano tre persone».

@chilodice

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