di M.R.
Un pomeriggio di incredulità e sospetti quello che si è consumato mercoledì dalle parti di Novamont. Una comunicazione ufficiale, da parte dell’azienda, sulla proroga della cassa integrazione per caro energia e mercato in flessione, è arrivata alle redazioni ternane alle 16.29, quando ancora i diretti interessati si dice non fossero stati informati. A quanto pare cioè, l’azienda avrebbe avvertito prima la stampa, neutralizzando l’ammissione della crisi con l’annuncio di nuovi investimenti, e solo successivamente i delegati sindacali, quando alcuni dipendenti avevano già appreso la notizia navigando online.
L’azienda del Mater-b Che i rapporti tra vertici Novamont e rappresentanti dei lavoratori non fossero idilliaci si capiva già dai toni utilizzati in un recente comunicato stampa diffuso dalle Rsu sulla ripartizione degli ordini tra siti produttivi dello stesso gruppo industriale, ma a questo punto le relazioni possono considerarsi seriamente compromesse. Difficilmente le organizzazioni lasceranno correre. E anzi dal canto suo Stefano Ribelli, segretario Filctem Cgil di Terni dichiara già da ora: «L’azienda dovrà chiarire gli assetti che vorrà mantenere e come vuole traguardare questo periodo. Sicuramente il tutto dovrà essere fatto invertendo le modalità con il quale sta tenendo le relazioni sindacali negli ultimi tempi. In queste condizioni è fondamentale che ci sia chiarezza nei confronti dei lavoratori, e quindi delle organizzazioni sindacali».
Cassa e futuro Rispetto all’investimento per il quale l’azienda avrebbe chiesto l’attivazione di finanziamenti pubblici presso l’agenzia preposta del ministero competente, nulla di più specifico oltre l’ambiente e l’economia circolare è stato dettagliato ma il pool di tecnici e direttori di produzione, saliti a Terni in questi giorni da Patrica (Frosinone, dove Novamont ha impianti moderni) non sono sfuggiti; e a maggior ragione ora che la nota aziendale ha infiammato le chat dei lavoratori, l’attenzione sulle mosse dell’azienda è massima. La sensazione è che presto le organizzazioni sindacali chiederanno ai piani alti di fare il punto su assetti produttivi e impianti che si vogliono mantenere in marcia a Terni, pianificando la gestione delle commesse nel periodo in cui si sommano problematiche di energia e di mercato, nonché incertezze sul futuro del polo chimico, in attesa che venga definita una volta per tutte la strada per la reindustrializzazione delle Treofan. La Uiltec mercoledì ha invitato colleghi sindacalisti e istituzioni a ogni livello a riprendere al più presto il tavolo di discussione al ministero dello Sviluppo economico.
