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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 15:58

Caro spesa, ad aprile ancora aumenti per dieci tra i generi alimentari più acquistati

Prezzi di pasta, verdure, caffè, olio e altri generi alimentari alle stelle, persino la colazione al bar costa di più. Altroconsumo lancia la segnalazione all’Antitrust e chiede l’intervento del governo

Un supermercato (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Letizia Biscarini

L’Istituto di statistica ha reso noto il report sui prezzi di aprile 2022, segnalando ulteriori aumenti dei generi alimentari e di prima necessità che arrivano a toccare vette vertiginose. Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, lancia l’allarme e invia una segnalazione all’Antitrust per il rischio speculazione. In aggiunta, l’associazione chiede al governo di intervenire a sostegno delle famiglie in difficoltà ampliando la platea di beneficiari dei buoni spesa, al momento fruibili solo da coloro con un Isee inferiore a 12mila euro.

Le conseguenze della guerra Da tre mesi si protrae il conflitto in Ucraina, dove tonnellate di grano sono rimaste bloccate sulle navi al porto di Odessa. I russi non permetterebbero ai cargo di uscire dal Mar Nero per raggiungere i porti europei. E mentre si cerca disperatamente una soluzione e rotte via terra alternative per scongiurare una crisi alimentare globale, i prezzi dei generi alimentari aumentano rapidamente in tutto il continente. Secondo Altroconsumo, il prolungarsi del conflitto, la stagflazione e i prezzi alle stelle di energia e trasporti, sono tutti fattori che contribuiscono all’aumento vertiginoso della spesa alimentare.

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Aumenti indiscriminati per tutti i prodotti analizzati «È la prima volta da quando abbiamo iniziato a monitorare i prezzi di questi alimenti in cui tutti e dieci i prodotti del carrello fanno segnare incrementi di prezzo» scrive Altroconsumo nel suo report. Alcuni prodotti, come l’olio di semi di girasole, in un solo mese hanno subito un rincaro del 36 per cento. Già a marzo 2022 costava il 43 per cento in più rispetto al 2021, oggi però, rispetto ad aprile 2021, si segna un picco di +85 per cento. Ma non si tratta di un caso isolato. Nei carrelli della spesa di molti italiani potrebbe a breve cominciare a mancare la farina 00, che oggi costa il 24 per cento in più dello scorso anno ed è aumentata in un mese dell’8 per cento. La pasta oggi costa quasi il 30 per cento in più rispetto a prima della pandemia. Tra marzo e aprile 2022 è aumentata del 6 per cento e di più del 21 per cento rispetto solo a un anno fa. Aumenti anche per l’olio extravergine d’oliva (+13 per cento rispetto al 2021), lo zucchero (+9 per cento in un anno) e non si salvano nemmeno le verdure: le zucchine costano ai consumatori il 32 per cento in più al kg rispetto all’anno scorso.

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Non si salva nemmeno la colazione Anche prodotti che fino a poche settimane fa non sembravano a rischio rincari, oggi hanno iniziato la loro corsa al rialzo. Tra questi, Istat segnala il caffè in polvere, che dopo anni di calma apparente è aumentato del 9 per cento nel solo nel mese di aprile 2022. Un kg di caffè oggi costa l’11 per cento in più rispetto all’anno scorso. Stesso destino anche per il latte a lunga conservazione: fino a marzo 2022 il prezzo risultava abbastanza stabile, un mese dopo Istat registra un +4 per cento. Un rincaro del 7 per cento in più rispetto a quanto costava ad aprile 2021. Visti i rincari di queste materie prime, Altroconsumo ha sottoposto un sondaggio a mille consumatori: «Secondo i consumatori che hanno collaborato con noi, oggi il caffè lo si paga in media 1,11 euro mentre un anno fa ricordano di averlo pagato in media poco meno di 1 euro (0,99 euro). Sempre secondo i partecipanti all’indagine, il cappuccino costava 1,33 euro un anno fa, mentre oggi lo pagano 1,53 euro: 20 centesimi in più» riporta l’associazione. Stessa sorte per le brioche: quella liscia costava in media 1,08 euro un anno fa. Oggi viene 1,22 euro: 14 centesimi in più. Per quella farcita invece l’aumento è ancora più alto. Secondo i consumatori dell’indagine, infatti, una brioche farcita costava in media 1,20 euro solo l’anno scorso, mentre oggi in media il prezzo si assesta attorno ai 1,38 euro, ben 19 centesimi in più.

Segnalazioni all’Antitrust e appelli al governo «Visti gli aumenti rilevati in questi ultimi mesi, abbiamo deciso di inviare una segnalazione all’Antitrust per chiedere di fare luce su eventuali speculazioni sui prezzi dei prodotti alimentari» scrive Altroconsumo. Nel frattempo, l’associazione fa un appello al governo di monitorare l’aumento dei prezzi e di estendere la platea dei potenziali beneficiari dei buoni spesa, una misura al momento limitata solo a nuclei familiari con Isee fino a 12mila euro.

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