Il 2022 rispetto al 2021 segna una riduzione dei trasferimenti di denaro all’estero da parte degli immigrati che risiedono in Umbria verso le loro famiglie. In misura maggiore rispetto al dato nazionale che segna un -1,8%, mentre i nostri immigrati hanno trasferito il 6,8% in meno. Tuttavia, allargando lo spettro nell’arco temporale che va dal 2017 al 2022, le rimesse sono aumentate del 30,1%. Gli immigrati che vivono in Umbria hanno inviato all’estero circa 85 milioni di euro nel 2022, l’1% del totale delle rimesse italiane. Sono le elaborazioni della Fondazione Leone Moressa su dati della Banca d’Italia. Dalla provincia di Perugia, nello stesso anno, sono partiti 63 milioni, il 74% del totale regionale, il 6,4% in meno rispetto al 2021 ma il 30,5% in più rispetto al 2017. Dalla provincia di Terni sono partiti invece 22 milioni di euro, il 25,8% delle rimesse regionali, con -7,7% rispetto all’anno prima e +29,1% rispetto al 2017.
In generale Aspetti rilevanti emergono da una analisi generale. Intanto l’aumento delle rimesse verso paesi poveri corrisponde con il dato di aumento dell’iscrizione scolastica e del peso dei neonati alla nascita. Vale a dire che le rimesse hanno un ritorno significativo sulla qualità della vita di chi vive in condizione di povertà e in buona parte sono rivolti a garantire più salute e più istruzione. I paesi di destinazione, negli anni, sono cambiati radicalmente. La Cina che era prevalente in passato è quasi del tutto sparita, mentre si riducono le rimesse verso i paesi dell’Est e fanno la parte del leone altri paesi asiatici, primo tra tutti il Bangladesh.
Dati nazionali Le rimesse inviate in patria dagli immigrati residenti in Italia sono in costante aumento dal 2017. Nonostante il lieve calo del 2022 (-1,8%), il volume complessivo si mantiene sopra gli 8 miliardi. Rispetto al 2017, il valore è aumentato del +44,9%. Il primo Paese di destinazione è il Bangladesh con 1,2 miliardi di euro, pari al 14,6% del totale. Seguono Pakistan e Filippine. Questi tre Paesi registrano tutti un trend fortemente positivo negli ultimi cinque anni. Diminuiscono invece i flussi verso l’Est Europa, in particolare Romania (-18,1%), Albania (-9,6%) e Moldavia (-10,2%), Paesi più facilmente raggiungibili via terra, portando con sé regali o denaro per la famiglia.
In forte calo nel 2022 anche l’Ucraina, a causa della guerra e della fuga di quasi 5 milioni di profughi.
“Spariti” i flussi verso la Cina Confrontando la distribuzione delle rimesse nel 2022 con quella di dieci e cinque anni prima, emerge un profondo cambiamento. Nel 2012 vi era una minore frammentazione, con più di un quarto delle rimesse concentrato verso un solo Paese (la Cina). Nel 2022, invece, i primi cinque Paesi raggiungono poco più del 40% delle rimesse, e nessun Paese raggiunge il 15%. La Cina, che nel 2012 riceveva 3 miliardi di euro dall’Italia, oggi arriva appena a 23 milioni di euro e non figura nemmeno tra i primi 30 Paesi. Rispetto a dieci anni fa sono cresciuti fortemente Bangladesh e Pakistan, mentre gli altri Paesi in classifica sono quelli storicamente più rappresentati dagli immigrati in Italia.
Media pro-capite 136 euro al mese Oltre 600 euro al mese per i cittadini del Bangladesh. Rapportando le rimesse inviate e la popolazione residente per ciascun Paese d’origine, si ottiene il valore medio pro-capite. Mediamente, ciascuno dei 5 milioni di residenti stranieri ha inviato 136 euro al mese in patria. Osservando le prime 20 comunità straniere presenti in Italia, i valori massimi si registrano tra i cittadini del Bangladesh (628 euro medi pro-capite). Il Pakistan è il secondo Paese più attivo, con 435 euro al mese pro-capite, seguito da Senegal (330 euro) e Filippine (327 euro).
