sabato 7 dicembre - Aggiornato alle 20:16

«Busitalia, autista maltratta un passeggero che voleva pagare il biglietto: inaccettabile». La risposta

Lettera di reclamo all’azienda di trasporti da parte di un viaggiatore con la bici contro il conducente «maleducato». L’azienda replica: «Queste le regole»

La livrea di un autobus di Busitalia

Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata inviata a Busitalia.

Preg.ma Busitalia Nord,
scrivo questa lettera di reclamo per segnalare un episodio avvenuto oggi sabato 9 novembre alle ore 15.24 in via Settevalli a Perugia dove mi trovavo per riprendere l’autobus linea D che mi avrebbe riportato a casa verso il centro storico di Perugia. Avevo con me la mia bicicletta, acquistata peraltro dopo rassicurazioni da parte di un paio di vostri autisti – conosciuti durante i miei spostamenti urbani – sulla possibilità di poterla caricare nei bus «quando chiaramente non sono pieni». Vivendo a Perugia, città notoriamente non semplice per i ciclisti, senza queste rassicurazioni neppure avrei deciso di acquistare una bicicletta.

Ebbene, tornando all’episodio di oggi, quando l’autobus non era per niente pieno, l’autista mi ha chiesto se la mia bici (pulita, neanche minimamente infangata) fosse pieghevole. Ho risposto di no, spiegando quello che mi era stato detto dai suoi colleghi a proposito della possibilità di poterci viaggiare nei bus non pieni ma precisando che comunque, se vi fossero state complicazioni, non volevo creargli problemi. Perciò ho rimesso a lui la decisione: autorizzarmi o meno a salire con la bici. Il conducente mi ha invitato a salire dalla porta centrale più larga. Sono dunque stato autorizzato a salire con la mia bicicletta non pieghevole.

A quel punto mi sono avvicinato verso di lui, quando l’autobus era ancora fermo, intenzionato a pagare il mio biglietto di viaggio. Essendo uscito stamani per un giro in bici, per sicurezza avevo portato con me solamente il cellulare e una banconota da 50 euro per ogni evenienza (evitando monete che avrebbero pesato durante la passeggiata; non immaginavo di utilizzare il bus per gli ultimi chilometri ma si era fatto tardi e avevo necessità di rientrare per non ritardare al lavoro).

Quando l’autista ha visto la mia banconota da 50 euro è letteralmente saltato sul sedile e con tono aggressivo quanto inaspettato mi ha urlato di scendere subito accusandomi di «prenderlo per il c…». Sono rimasto di ghiaccio, mai mi sarei atteso una simile reazione. «Mi sta prendendo per il c…? Adesso lei scende immediatamente. Prima la bicicletta, ora con 50 euro… Mi vuol provocare? Pensa che abbia la cassa qui?». La scena mi ha evidentemente messo in imbarazzo davanti agli altri passeggeri, come detto mai mi sarei atteso una reazione tanto aggressiva quanto fuori luogo. Con la stessa educazione mantenuta fino a quel momento ho detto che non era mia intenzione prendere in giro nessuno, provando a spiegare che con me avevo solo quei soldi. «Scenda subito» mi ha detto guardandomi con tono di sfida. Sono sceso soltanto dopo aver preteso di fotografare con il cellulare il tesserino che portava al collo con il numero di matricola per presentare un formale reclamo all’azienda. «Venga qui che le do il numero da chiamare» ha ripetuto in maniera provocatoria un paio di volte ma non ne avevo bisogno e, soprattutto, non sopportavo più l’idea di continuare ad avere gli occhi degli altri passeggeri addosso come se avessi fatto chissà cosa o avessi realmente mancato di rispetto a qualcuno.

Ritengo il comportamento dell’autista in questione completamente sgarbato e, da utilizzatore dei mezzi pubblici cittadini, il mio auspicio è che non si ripetano più episodi tanto gravi di maleducazione verso nessun passeggero da parte dei dipendenti di Busitalia. Fino a questo momento non mi era mai capitato niente di simile con nessun altro dipendente di Apm prima, di Busitalia ora.

Tali comportamenti danneggiano non soltanto il buon nome dell’azienda ma anche l’egregio lavoro svolto quotidianamente dai suoi colleghi, anche e soprattutto in termini di rispetto verso i viaggiatori. E’ inconcepibile pensare di essere stato attaccato e invitato a scendere dall’autobus nel momento in cui chiedevo di pagare il mio biglietto di viaggio.
Per quanto sopra esposto invito l’Azienda a visionare, qualora ve ne fossero, i filmati delle telecamere di videosorveglianza installate nel bus. 

La replica Scrive Busitalia: «Su quanto segnalato e in particolare sui toni utilizzati dal nostro dipendente effettueremo le doverose verifiche all’esito delle quali, ricorrendone i presupposti, verranno assunti gli eventuali provvedimenti conseguenti». Nella replica Busitalia riporta il regolamento («sugli autobus è consentito il trasporto delle biciclette pieghevoli effettuato a titolo gratuito»; «il viaggiatore può acquistare il biglietto a bordo dei mezzi a prezzo maggiorato, fornendo al conducente o al capotreno l’esatto importo in contanti»). «In base a quanto dichiarato il nostro conducente alla sua richiesta di salire nel mezzo la informava che in base al regolamento di viaggio sono ammesse esclusivamente biciclette pieghevoli – si legge -. Solo dopo la sua insistenza effettuava una eccezione al regolamento consentendole di salire all’interno del mezzo, pur avendo al seguito una bicicletta non pieghevole».

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