di Daniele Bovi
Ad un anno dallo scioglimento delle Comunità montane umbre e a pochi giorni da quel primo dicembre quando l’Agenzia per la forestazione, il nuovo organismo che erediterà funzioni e personale delle montane subentrerà per quanto riguarda i lavori, i confini finanziari e la situazione degli enti disciolti sono tutt’altro che definiti. I ritardi, le incompletezze, i problemi e, in alcuni casi, gli squilibri di bilancio sono messi nero su bianco nella relazione degli uffici tecnici di palazzo Donini sullo «stato di attuazione dell’attività dei commissari liquidatori delle montane». Un documento ben più preciso e consistente di quello (una sola paginetta) rimandato indietro dai membri della commissione Affari istituzionali di palazzo Cesaroni che, il 23 ottobre scorso, non approvarono la relazione perché priva di numeri e cifre.
Quadro generale La relazione mostra un quadro generale con un «saldo complessivamente positivo pur considerando gli squilibri a livello di singole Comunità». In pratica la somma degli attivi, cioè beni mobili e immobili, supera quella delle passività nonostante bilanci di previsione 2012 in molti casi chiusi in pareggio solo grazie al «contributo straordinario» della Regione o in rosso come nei casi della comunità montana di Orvieto-Todi-Narni e della Valnerina. Al momento però si è solo in una fase «ricognitiva»: i commissari sono stati nominati a gennaio 2012, i piani di liquidazione sono arrivati tra luglio e agosto e ancora le verifiche e le analisi dei dati devono andare avanti.
Le difficoltà Sul piatto pesano infatti le «difficoltà, in particolare per alcuni enti – è scritto nella relazione – di pervenire ad un quadro conoscitivo completo e sufficientemente preciso, difficoltà testimoniata dal ritardo e dalla ulteriore incompletezza con cui integrazioni e chiarimenti sono stati e vengono forniti». Nel caso della comunità montana del Trasimeno-Medio Tevere infatti il liquidatore, entrato in carica a marzo, ha trasmesso la documentazione integrativa l’8 novembre scorso. «Nel complesso – è detto poi nella relazione – si sta ancora lavorando alla fase ricognitiva che è necessario assolutamente definire prima di passare alla fase della vera e propria liquidazione».
I conti Per quanto riguarda la comunità dell’Alta Umbria, il bilancio 2012 è in pareggio «conseguito con solo contributo straordinario regionale». Poi tra sedi, magazzini e macchinario ci sono beni per 2,4 milioni di euro. In quella dei Monti Martani-Subasio dopo un avanzo di amministrazione, nel 2011, da 1.499 euro, nel 2012 si chiude in pareggio anche in questo caso col contributo straordinario. Poco più di nove milioni è il valore di tutti i beni con 2,5 milioni per mutui in parte a carico del ministero degli Interni e un’incognita: tra le somme da riscuotere infatti c’è «incertezza» sull’esito della riscossione coattiva di «rilevanti sanzioni amministrative». In caso queste somme non dovessero entrare, si procederà con la vendita di alcuni beni già individuati. La situazione della Trasimeno-Medio Tevere deve essere indagata ancora a fondo ma si parte da due certezze: passività, compresi i mutui residui, per 16,4 milioni e attività (beni o proventi da società partecipate o da contenziosi) oscillanti tra un minimo di 17,2 e un massimo di 20,2 milioni di euro.
Orvieto e Valnerina La comunità «Orvietano-Narnese-Amerino-tuderte» ha invece i conti in rosso: nel 2011 disavanzo di 812 mila euro (nel 2010 erano 543 mila) mentre il bilancio di previsione per l’anno in corso parla di 1,3 milioni (cifra comprensiva del buco 2011). In questo caso «si ipotizza un ulteriore contributo straordinario» senza il quale, però, occorrerà vendere i gioielli di famiglia tenendo presente che nel 2010, come riporta la relazione, due gare per coprire le perdite sono andate a vuoto. In più ci sono cifre «da verificare» per quanto riguarda i contenziosi e i riflessi finanziari derivati dalle quote in partecipate. L’ultima montana presa in considerazione è quella della Valnerina che dopo un disavanzo 2011 da 1,1 milioni di euro chiuderà in pareggio il 2012 solo riuscendo a vendere beni per 2,1 milioni. Oltre ad altri importi ancora «da verificare» come quelli sui beni mobili e sui mutui, c’è il «problema» relativo alla partecipazione (al 34%) al consorzio Agro Bio Forest, collegata ad una passività per il 2012 da 992 mila euro. Cifre da imputare ai mutui per investimenti, al ripiano per le perdite e per le garanzie.
Buchi e alienazioni Insomma, delle cinque comunità montane due sono in pareggio grazie ai soldi della Regione, due sono in rosso mentre informazioni precise per quella del Trasimeno non ci sono. In più, relativamente ai piani di alienazione di beni già deliberati o da deliberare, nella relazione si sottolinea come «non tutti i beni immobili sono di fatto alienabili», ad esempio sedi o altri oggetti di uso pubblico, mentre quelli mobili (macchinari, attrezzature, arredi e così via) saranno necessari alla futura Agenzia. E comunque, anche se messi sul mercato, i tecnici spiegano che potrebbero «conseguire un valore effettivo di mercato molto inferiore alle stime in caso di vendita». Da ultimo, anche le cifre sui mutui potrebbero variare: verso l’alto in caso di stime al ribasso degli oneri residui; verso il basso con la «possibilità» di accollare l’ammortamento ai Comuni, alle loro Unioni o all’Agenzia per quanto riguarda i mezzi meccanici.


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