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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 19:05

Brunello Cucinelli realizza la Biblioteca Universale di Solomeo: un progetto che durerà mille anni

Lo stilista a Milano: «Sono innamorato dei libri. Investiamo per l’umanità». La benedizione di Bassetti e i consigli di Gianluca Vacchi

di Enzo Beretta, Marta Rosati e Maria Sole Giardini

Il re del cachemire Brunello Cucinelli ha annunciato la realizzazione della Biblioteca universale di Solomeo. Lo ha fatto stamani al Teatro Piccolo di Milano. La libreria sorgerà in una villa del Settecento vicino alla chiesa del piccolo borgo umbro conosciuto in tutto il mondo per il marchio di alta moda. «I libri sono innamorati della vita e io sono innamorato dei libri», sono state le parole dello stilista filantropo -. Abbiamo deciso di investire sull’umanità e per l’umanità in un progetto a lungo termine che durerà mille anni».

DA SOLOMEO A MILANO PER LA PRESENTAZIONE 

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Draghi: «Verrò a inaugurarla» Sul palco l’annuncio è stato fatto insieme all’amico architetto Massimo De Vico Fallani davanti a un grande busto di Adriano Imperatore, di cui è stata riportata una frase: «Fondare biblioteche è come costruire granai pubblici». All’evento erano presenti, tra gli altri, il cardinale Gualtiero Bassetti, la governatrice umbra Donatella Tesei, il rettore Maurizio Oliviero e l’imprenditore Gianluca Vacchi. A conoscere in anteprima la notizia della Biblioteca universale di Solomeo è stato il premier Mario Draghi il quale ha promesso a Cucinelli: «Verrò a inaugurarla». Non sarà però un’operazione rapidissima: aprirà nel 2024. L’idea – è stato riferito – è stata di De Vico Fallani: «Massimo è il mio Aristotele – le parole di Brunello – ci conosciamo da 35 anni e mi chiama ogni mattina. Passeggiando per le strade di Solomeo all’alba dopo questo difficile momento legato al Covid ci siamo chiesti ‘Cosa possiamo fare ancora per l’umanità?’. Il gruppo Cucinelli è quotato in Borsa e porta avanti progetti trimestrali ma abbiamo voluto guardare un po’ più in là, a mille anni».

Cinque discipline Ispirati da Tolomeo I, hanno deciso insieme le cinque discipline di libri che riempiranno gli scaffali della biblioteca: filosofia, architettura, letteratura, poesia e artigianato. «Crediamo in un grande ritorno al valore dell’artigianato – sono le parole di Brunello – Verranno ammessi testi da tutto il mondo e ci impegneremo a tradurre in lingua italiana testi ancora incomprensibili». Sul palco è salita anche la nipotina, Vittoria, undici anni, la quale candidamente ha chiesto al nonno: «Che fai una biblioteca quando tutti i libri finiscono nel computer?». Il nonno ha spiegato che non verranno messi in rete i contenuti ma solo i titoli delle opere: «Ci saranno i testi di Kant ma non degli autori che discutono i pensieri filosofici».

La biblioteca di Guidarello Come detto la Biblioteca universale sorgerà dove si trova una villa del Settecento fino a poco fa di proprietà di un certo Guidarello, un ex manager della Ferrero che a 55 anni si è messo a fare il contadino. La scelta di Cucinelli ha ricevuto la benedizione del presidente della Cei, grande amico del filantropo umbro: «Brunello – ha scandito il numero due della Chiesa – tu hai dato tanto pane alla famiglia, hai messo al centro l’impresa, l’economia, hai concepito tutto come una famiglia nella tradizione contadina». Scherzando, Cucinelli ha ammesso di essersi impegnato a restaurare il Duomo di Perugia in cambio di uno strapuntino in Paradiso.

I consigli di Gianluca Vacchi Se l’amicizia con Bassetti è cosa piuttosto nota, in pochi si aspettavano l’abbraccio tra Cucinelli e Gianluca Vacchi, l’imporenditore influencer, l’uomo che lo ha convinto a lanciare l’azienda nel firmamento della Borsa: «Una biblioteca, oggi? – dice Vacchi – è l’iniziativa più moderna, contemporanea e futuristica che possa esserci». All’atto pratico il ruolo di conservatore della biblioteca lo ha rivendicato proprio Brunello che sarà affiancato da un team di 10 persone da ogni Paese più quattro interni. «I libri – ha spiegato – verranno acquistati e proverranno da ogni angolo del pianeta, dal Giappone all’Africa, sarà un giardino aperto a tutti e il primo testo sarà di Marco Aurelio Imperatore». Massimo riserbo, però, è stato mantenuto sull’entità dell’investimento: «Oneroso, non c’è che dire, ma se Bassetti mette una buona parola con l’Onnipotente e le cose in azienda continuano ad andare bene non c’è problema…».

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