Presidente Lado e dg Antoniazzi (foto archivio Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Prima il rientro in Borsa, da centrare tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, poi il perfezionamento della cessione del ramo di azienda di Desio Lazio e delle filiali toscane a Bps, operazione da chiudere, invece, entro il prossimo 30 aprile.

Nuovo marchio Questa la road map tracciata dal presidente di Bps, Stefano Lado, e dal direttore generale Angelo Antoniazzi che martedì pomeriggio hanno incontrato i manager di palazzo Pianciani per presentare il nuovo marchio dell’istituto di credito, una libera stilizzazione della metà sinistra del rosone centrale del Duomo. «Ripartiamo dal territorio e dal suo patrimonio – ha affermato – per tenere fede ai valori che questa banca persegue da 120 anni, ma lanciamo anche un chiaro segnale di discontinuità col recente passato che ha portato al commissariamento».

In borsa entro fine anno, primi mesi 2015 Ma intanto c’è il presente a occupare le «intense» giornate di lavoro dei nuovi vertici di Bps. «Il consiglio di amministrazione – ha proseguito Lado – ha deliberato l’accelerazione dei tempi di ripresa delle negoziazioni del titolo a Piazza Affari, dando mandato a uno studio legale di compiere tutte le azioni del caso, presumibilmente ce la faremo tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo», dopo un’assenza che si protrae dal febbraio 2013.

Antoniazzi: «Convinti che Bps tornerà a crescere» A chiarire le priorità, invece, il dg Antoniazzi: «Dobbiamo rilanciare Bps sul mercato, i commissari straordinari hanno compiuto attività di messa in sicurezza dell’istituto, bonificando ad esempio i crediti, ora andranno eseguiti correttivi su costi e ricavi, ma siamo convinti che Bps possa tornare a crescere». In sala, a marcare l’indipendenza di palazzo Pianciani dal Gruppo Desio, l’amministratore delegato Tommaso Cartone e il dg di Banco Desio e vicepresidente Bps Luciano Colombini.

Lado: «Entro 30/4 Bps avrà filiali»Di fronte a loro il dg Antoniazzi ha definito «agevole» l’integrazione tra Bps, Desio Lazio e filiali toscane del Gruppo che attraverso una cessione del ramo di azienda confluiranno nell’istituto di credito umbro. «Entro il 30 aprile – ha poi chiarito Lado – l’operazione sarà perfezionata, avevamo assicurato la difesa della vocazione territoriale della banca e lo abbiamo dimostrato mantenendo la direzione generale a Spoleto, ma in un Paese come l’Italia in cui tutti parlano, noi abbiamo cercato di fare per il meglio, potenziando la rete Bps fino a 131 filiali e trasformandola nel polo di riferimento del Gruppo per il Centro Italia».

Sindacati e soci Per la fine di aprile dovrebbe essersi chiusa anche la sottoscrizione della quota di aumento di capitale riservata ai dipendenti, circa 15.5 milioni in azioni del valore di 1,812 euro. E a quel punto il cerchio intorno al disegno del Gruppo Desio sarà chiuso. Sul fronte sindacale il dg Antoniazzi ha parlato di «un dialogo costruttivo, caratterizzato dalla consapevolezza che solo con i conti ordine la banca potrà crescere», mentre su quello societario il presidente Lado ha definito «ottimi i rapporti con Monte Paschi» che detiene il 6%.

In attesa del nuovo cda di Scs Si resta in attesa dell’assemblea straordinaria della Spoleto Credito e Servizi (Scs), ex controllante di Bps, che dovrà ricomporre il proprio consiglio di amministrazione: «La società cooperativa – ha commentato Lado – è attualmente commissariata, prematura quindi qualsiasi previsione».

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