di Chiara Fabrizi
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Banca Popolare di Spoleto, il 2012 si chiude con una perdita di 31,8 milioni di euro. Contro gli 11,9 del 2011. Pesano gli 85,2 milioni di rettifiche sul deterioramento dei credito compiute dai commissari Giovanni Boccolini, Nicola Stabile e Gianluca Brancadoro che, a una manciata dal perfezionamento dell’accordo tra la Clitumnus del professor Carbonetti e tredici investitori pronti ad acquistare il controllo dell’istituto di credito, hanno firmato il primo atto risultato dell’amministrazione straordinaria. Una relazione sullo stato economico e patrimoniale di palazzo Pianciani redatta, come si legge nella nota diramata, «sulla base dei dati contabili disponibili al 15 marzo, tuttora oggetto di approfondita verifica».
Raccolta e impieghi Tecnicamente, dunque, non si tratta del bilancio d’esercizio che, sempre stando a quanto riferito nel comunicato, «sarà redatto alla chiusura dell’amministrazione straordinaria con riferimento all’intero periodo della procedura». Ma vediamo il quadro dipinto dai tre commissari. A cominciare dalla raccolta diretta e indiretta che si attesta a 4 miliardi e 163 milioni e, secondo Boccolini, Stabile e Brancadoro, «non presenta profili di criticità». Fanno da contrappeso gli impieghi netti a clientela che sfiorano i 3 miliardi, 2.966 milioni per la precisione, in crescita rispetto al 31 dicembre 2011 quando se ne rilevarono 2.622 milioni.
Sofferenze, incagli e crediti scaduti Ma ad aumentare sensibilmente sono soprattutto le attività deteriorate, che al lordo dei dubbi esiti ammontano a 507,5 milioni, mentre al netto a 306,1 milioni con un’incidenza sugli impieghi lordi pari al 16% e su quelli netti al 10,3% e un rapporto di copertura medio che sfiora del 39,9%. In particolare, le sofferenze lorde ammontano a 299,2 milioni (203,8 milioni al 31 dicembre 2011), mentre quelle nette raggiungono quota 126 milioni (88 milioni al 31 dicembre 2011) con un rapporto di copertura del 57,8%. Gli incagli lordi, invece, sono 171,3 milioni (149,8 milioni al 31 dicembre 2011), mentre quelli netti ammontano a 142,4 milioni (133,2 milioni al 31 dicembre 2011), con un rapporto di copertura del 16.9% (11,1% al al dicembre 2011). Rilevati anche crediti scaduti lordi per 38,3 milioni (54,9 milioni al 31 dicembre 2011), di poco inferiori i netti 37,5 milioni (53,8 milioni al 31 dicembre 2011). La svalutazione media dei crediti scaduti si attesta al 2% contro il 2,1% dell’anno precedente. «A fronte della rischiosità implicita dei crediti – scrivono i commissari – si rilevano accantonamenti su base collettiva per 11 milioni (10,3 milioni al 31 dicembre 2011) che rappresentano una percentuale media di copertura dello 0,41% (0,44 al 31 dicembre 2011)».
Rettifica crediti e perdita In forte aumento il rosso del 2012 che, come detto, fa registrare una perdita netta di 31,8 milioni di euro, precisamente 31.824.524 euro, quasi triplicata rispetto al risultato del 2011 sempre in rosso ma per 11,9 milioni. Sulla quantificazione della perdita pesa la riclassificazione dei crediti avviata dai commissari fin dai primissimi giorni dell’amministrazione straordinaria. L’operazione di depurazione, i cui risultati erano attesi per la seconda metà di aprile, ha portato rettifiche su crediti per 85,2 milioni, contro i 36,5 milioni del 31 dicembre 2011.
Sul fronte dei coefficienti patrimoniali il Tier 1 ratio, vale a dire il rapporto tra il patrimonio di base e il valore delle attività ponderate per il rischio, si attesta a 6.45%, in flessione rispetto al 7.87% registrato l’anno precedente. Il Total capital ratio, in altre parole il rapporto tra il patrimonio di vigilanza e il valore delle attività ponderate per il rischio, è pari al 7.63% inferiore al limite regolamentare che fissa il minimo all’8%. Al 31 dicembre 2011 il parametro si aggirava al 9.32%. Palazzo Pianciani, inoltre, registra un deficit patrimoniale rispetto ai requisiti prudenziali di 9,7 milioni, contro un’eccedenza dell’anno precedente di 32,8 milioni.
