Non una proroga di due settimane, ma una scadenza dettata dalla legge. Precisa e alza i toni Monte dei Paschi (Mps) che, con una nota stampa, mette bene in chiaro i tempi dell’operazione di cessione del 26% delle quote della Banca Popolare di Spoleto (Bps).
Nel mirino di Rocca Salimbeni è finita la nota del 28 gennaio con cui la Spoleto Credito e servizi (Scs), guidata da Giovannino Antonini e socio di maggioranza al 51.7% dell’istituto di credito di piazza Pianciani, ha reso noto che «Mps ha concesso termine fino al 11 febbraio». Una scadenza annunciata come una «proroga» a cui, come da più parti si erano affrettati a precisare in casa Scs, avrebbe potuto seguirne un’altra più sostanziosa, magari di sessanta giorni di mesi.
Aspettative azzerate in poche righe da Mps che, giovedì, ha affidato a poche righe la precisazione: «Si precisa che il 9 gennaio ha inviato a Scs formale diffida ad adempiere agli obblighi derivanti a carico di SCS medesima dall’avvenuta disdetta dell’accordo parasociale relativo a Bps in data 26 luglio, come a suo tempo comunicato al mercato». Ergo: «L’11 febbraio scadrà il termine di legge di 15 giorni assegnato a SCS per adempiere agli obblighi, verificandosi in difetto le conseguenze di legge».
