Meta di turisti che vogliono rilassarsi dal caos delle grandi città – una su tutte Roma – l’Umbria è nell’immaginario comune una regione “slow”: agriturismi immersi nella natura, angoli di mondo sperduto e piccoli borghi incantati fanno di questa parte d’Italia una vera e propria oasi di pace. Eppure, soprattutto negli ultimi anni, anche l’Umbria si è messa al passo con i tempi adeguandosi a lavori nuovi e a ritmi di vita frenetici: una trasformazione che ha reso il cuore verde d’Italia, sempre più tech. A dimostrarlo l’arrivo anche in questa regione di una nuova idea di turismo, composto da chi in città ci vive, ma anche dai viaggiatori in giornata.
Day Break Hotel contagia anche l’Umbria Ecco che si comincia a parlare di microturismo, e un’occasione per goderne è rappresentata da DayBreakHotels, la start up tutta italiana e già attiva in 12 paesi nel mondo, che consente di vivere un’esperienza deluxe nelle più belle strutture ricettive dell’Umbria esclusivamente di giorno, a prezzi ridotti fino al 70%. Con Dbh, infatti, i residenti possono trasformare le ore perse in momenti di relax, vivendo la propria città in modi una volta inaccessibili e godendo di una parentesi di riposo, prima possibile solo durante vacanze lontano da casa. E con la stagione dei festival alle porte, anche i viaggiatori in giornata – che si tratti di artisti, lavoratori o turisti provenienti delle regioni vicine – hanno un luogo confortevole in cui trascorrere le ore di attesa, senza rinunciare a servizi eccellenti e alla comodità di una stanza tutta per sé, magari anche con qualche servizio extra, che si tratti di bagno turco o di una palestra. DayBreakHotels è già realtà anche in Umbria con circa 100 hotel affiliati alla piattaforma e più di 10mila utenti all’anno, per un totale di oltre 40mila ore di dayuse. Tra i principali utilizzi c’è il leisure (80%), che si tratti di spa, massaggi o camere con jacuzzi, e poi il business (20%) dal business lunch all’affitto di una piccola sala meeting per mezza giornata (e accesso spa o accesso piscina, da sfruttare durante l’ora di pranzo).
«Basta alberghi solo per dormire» Una novità che ha conquistato tutti, uomini e donne, soprattutto tra i 24 e i 55 anni: un pubblico eterogeneo con un’unica caratteristica, quella di essere gente “sveglia”. È questa, secondo Simon Botto, Ceo di Dbh, il valore aggiunto della piattaforma: «Secondo noi, il concetto di hotel tradizionalmente inteso come un posto per far dormire i viaggiatori è un concetto vecchio e sbagliato, che limita l’industria alberghiera stessa e che, quindi, ha bisogno di essere cambiato. DayBreakHotels.com ha rivoluzionato l’idea di hotel, slegandola dal concetto di turista e di pernottamento e aprendo così le porte degli alberghi anche ai residenti delle città, ai quali offre la possibilità di regalarsi una mini-vacanza cittadina in un hotel di lusso ogni settimana, e ai viaggiatori in giornata a cui dà una soluzione moderna, confortevole ed economica per avere un ufficio temporaneo in ogni città. E DayBreakHotels.com fa tutto questo utilizzando camere e servizi alberghieri che altrimenti resterebbero invenduti, portando così ai suoi hotel partner, ricavi e clienti completamente nuovi, oltre ad una nuova linea di business». Non solo un nuovo impulso al turismo, dunque, ma anche agli hotel che, grazie a questa start up, trovano altre opportunità di guadagno in un mercato a bassissimo livello di concorrenza, l’hotellerie diurna. Un cambio di paradigma nel modo di intendere gli hotel che fa dell’Umbria una regione slow, sì, ma 2.0.
