di Marco Torricelli
La strategia è delineata: non si deve spezzare il filo della trattativa. Ma non si deve nemmeno permettere a Basell di continuare con un ‘tira e molla’ che sta mettendo a repentaglio la tenuta nervosa dei lavoratori. Che mandano evidenti segnali di tensione.
L’incontro Un pomeriggio a discutere, nella sede ternana della Regione: l’assessore Vicenzo Riommi; il presidente della Provincia, Feliciano Polli; il sindaco, Leopoldo Di Girolamo e l’assessore Sandro Piermatti; i rappresentanti dei sindacati. Con posizioni non sempre coincidenti, ma con un obiettivo chiaro e, quello sì, in comune: costringere la multinazionale a scoprire tutte le carte, anche quelle che tiene gelosamente nascoste.
La strategia Sulla richiesta di 17 milioni da parte di Basell, chiarisce Riommi «si è fatta un po’ di confusione. Partendo dai 23 milioni che valuta l’area, si è detta disponibile a decurtarne 6 per la bonifica e di poter prendere in considerazione un possibile rimborso, agli eventuali acquirenti, nel caso di presentassero problemi gravi nella fase successiva alla vendita». Le differenze? «Più formali che sostanziali, ma soprattutto – specifica l’assessore – non può essere accettata una proposta formulata in questi termini e, per questo chiederemo una ridefinizione da parte dell’azienda».
La lettera Una richiesta che verrà formalizzata con una lettera ufficiale «nella quale chiederemo che si possa arrivare ad una valutazione condivisa, magari con la costituzione di un organismo comune, formato da tecnici nominati dalle parti – dice ancora Riommi – e con la supervisione del ministero dello sviluppo economico, al quale chiederemo anche di convocare, nel più breve tempo possibile, un nuovo incontro nel quale formalizzare questa iniziativa».
Il rilancio La partita, insomma, hanno deciso di giocarla fino in fondo e non vogliono lasciare nulla di intentato: «Andare a vedere le carte», come in una partita di poker, per impedire all’altro giocatore di portarsi via il piatto senza scoprire le proprie. Una strategia, a ben vedere, di fatto obbligata: «Dopo gli ultimi incontri, nei quali gli uomini di Basell ci ha quasi accusato di averli trattati male – si è sentito dire nella stanza in cui era in corso la riunione – se ne sono usciti con una presa di posizione inaccettabile. Alla quale va data una risposta cortese, ma decisa».
I sindacati Giovedì si svolgerà una riunione congiunta delle segreterie regionali delle organizzazioni sindacali: «Perché la nostra iniziativa – spiegano – deve essere più che mai caratterizzata dall’unità di intenti e, soprattutto, dovrà poter contare sull’appoggio delle organizzazioni nazionali». Questa vertenza, spiegano, «non si definisce a livello locale, perché il problema della chimica, in Italia, deve essere affrontato con un progetto complessivo, nel quale Terni deve essere inserita a pieno titolo».
Il Consiglio Non è affatto escluso, a questo punto, che il consiglio comunale straordinario – la prima sessione si svolge mercoledì; mentre alla seconda, quella di venerdì, prenderà parte anche il sottosegretario Claudio De Vincenti – oltre che essere dedicato alla vicenda relativa alla Tk-Ast, possa riguardare anche la Basell; soprattutto perché è difficile ricordare, tra i tanti momenti difficili che l’economia ternana ha attraversato, uno nel quale si siano concentrate così tante situazioni di crisi. Forse, a pensarci bene, non è un caso che tante ‘controparti’ giochino contemporaneamente al rialzo.
