Bandiera verde dell’agricoltura a due aziende umbre. A ricevere il riconoscimento sono due realtà di Perugia, la cantina biologica Plani Arche di Sant’Enea e l’Agricola Casaioli di Fontignano, a cui è andato il premio annuale che la Cia agricoltori italiani attribuisce a quelle realtà che si sono distinte per impegno nella valorizzazione del patrimonio enogastronomico e rurale italiano.
In particolare, l’azienda di Stefano Casaioli è stata premiata nella categoria agri-young, che seleziona imprenditori del settore under40, che nell’attività introducono politiche di ricambio generazionale, processi di successione aziendale, start-up innovative. L’Agricola Casaioli alleva la razza Chianina con alimentazione completamente Ogm-free, produce anche olio extra vergine di oliva e dal 2014 ha ampliato la produzione vitivinicola, valorizzando i vitigni locali e internazionali con un approccio artigianale.
Plani Arche, invece, si è distinta nella categoria Agri-IG, che invece seleziona le migliori esperienze italiane per produzione tipica certificata (Dop, Igp, Stg) e presenza di agricoltura biologica. Gestita da Elena Pompei e Roberto Di Filippo, con l’aiuto di una dipendente, l’azienda ha come attività principale la coltivazione di da vino con trasformazione nella cantina aziendale. A Sant’Enea ogni fase della produzione è realizzata rispettando le regole dell’agricoltura biologica fin dal 2003, anno in cui ha avuto inizio l’iter di certificazione bio dell’intera attività.
«Siamo molto felici di questi premi vinti da realtà umbre in due categorie molto importanti», ha detto Matteo Bartolini che guida la Cia in Umbria, sottolienando che «Le due aziende con le loro produzioni e strategie rappresentano delle risposte concrete a due dei temi centrali per l’agricoltura umbra e italiana: il ricambio generazionale, che deve tenere insieme presidio dei territori e redditività con innovazione e con la visone delle nuove generazioni, nel caso di Casaioli. E, come nel caso di Plani Arche di Roberto Di Filippo, la costante applicazione di metodi naturali e poco impattanti per la tutela di produzioni di paesaggio e ambiente».
