di C.P. e S.C.
«Ci candidiamo ad essere un hub di ricerca, non soltanto sul nucleare ma in tutti i settori energetici». Così l’assessore allo Sviluppo Economico di Terni, Sergio Cardinali, motiva la richiesta avanzata dal sindaco Stefano Bandecchi al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Nucleare A fine febbraio infatti il consiglio dei Ministri ha approvato la legge delega sul nuovo nucleare sostenibile. Con l’atto si prevede di intervenire in forma organica sulla materia della produzione di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione. E proprio secondo il ministro Fratin, i primi impianti ci saranno entro 2030. A più riprese ha anche affermato che il governo non punterebbe alla costruzione di nuove centrali, ma sui cosiddetti ‘small modular reactors’, dei piccoli reattori nucleari. Ecco, Terni si starebbe candidando proprio per diventare il sito di uno di questi. «La richiesta è stata inviata al ministero per dire che la città di Terni – spiega Cardinali a Umbria24 – così com’è stata in grado di candidarsi lungo il corso della storia come anticipatore. Basti pensare a quanto successo nei primi del Novecento con la siderurgia, poi negli anni Cinquanta con la chimica. Questo è il terreno in cui sono nati i nuovi materiali».
Hub a Terni «Forti del fatto che ancora oggi abbiamo la ricerca presente e l’innovazione tecnologica di aziende e start up assolutamente invidiabile – aggiunge l’assessore -, come Comune avremmo la volontà di costruire questo hub di ricerca compreso anche il vettore che passa attraverso l’energia nucleare». L’idea c’è, ma è chiaro che dovrà essere oggetto di confronto nei prossimi mesi. Uno dei primi punti da chiarire sarà l’individuazione di un’area idonea. Tra i vantaggi, «se il territorio ospita una centrale che può produrre energia ad un costo più basso, sicuramente rappresenterà un beneficio tanto per i cittadini sia per le aziende che intendono insediarsi o sono già insediate». Dal momento che «la competitività del territorio, dal punto di vista industriale, è andata indebolendosi proprio a causa di una mancanza di una politica energetica». E quindi, la volontà dell’amministrazione è quella di «mettere in campo un progetto, vuole rendersi utile alla costruzione di un piano energetico locale, tentando così di aumentare i fattori localizzativi per le imprese e per il futuro dei cittadini», conclude Cardinali.
Reazioni A seguito dell’iniziativa del sindaco non tardano ad arrivare le reazioni del mondo della politica. «Pur non avendo nulla contro la ricerca sulla fusione nucleare, riteniamo che allo stato attuale non sia prioritario investire ingenti risorse in questa tecnologia», commentano esponenti di Avs e co-portavoce di Europa Verde Umbria Gianfranco Mascia e Eva Hausegger. «Gli stessi scienziati individuano il 2050 come possibile orizzonte temporale per l’energia da fusione e, nel frattempo, abbiamo urgente bisogno di ridurre le emissioni e puntare su fonti rinnovabili. Sarebbe assai più lungimirante destinare subito quei fondi a potenziare e migliorare le tecnologie per il fotovoltaico, l’eolico e l’idroelettrico, garantendo così un investimento reale sul futuro energetico e occupazionale dell’Umbria». Gli esponenti di Avs dunque chiedono al primo cittadino di chiarire alla cittadinanza: collocazione degli impianti, come prevede di gestire le scorie, da quali fonti arriverebbero i finanziamenti, quanto tempo servirebbe per la loro realizzazione e sarebbe quale il costo effettivo dell’energia prodotta. «Pronti a intraprendere tutte le azioni necessarie per evitare investimenti folli in tecnologie non risolutive, arrivando anche a proporre un referendum nel Comune di Terni per fermare qualsiasi progetto nucleare avventato».
Sit-in C’è anche chi si organizza per protestare contro l’iniziativa di Bandecchi. Pierluigi Rainone, segretario circolo Vas Terni, ha organizzato per sabato 5 aprile, alle 17, un flash mob spontaneo davanti a Palazzo Spada. «Terni sarà la sede di una grande manifestazione di carattere nazionale contro il ‘nuovo’ nucleare. E’ importante fare delle iniziative più locali nei prossimi giorni per far conoscere la manifestazione nazionale».
