di Maurizio Troccoli
Trovare un foro di pochi millimetri in tubature di chilometri non è impresa facile, ma è sicuramente una delle grandi sfide del futuro se si vuole evitare che il 40% dell’acqua non arrivi ai rubinetti ma si perda. Come avviene in Italia. In questa direzione la Eagleprojects che oggi conta un business da 45 milioni l’anno e punta, nell’immediato, a raggiungere i 50, con oltre 700 dipendenti in diverse parti del mondo, ha appena acquisito due importanti imprese, una a Perugia, come la casa madre e l’altra a Chester, in Gran Bretagna. La Eagleprojects è controllata dal private equity Palladio Holding ed è attiva nella fornitura di software e servizi di ingegneria per le infrastrutture.
A Perugia ha appena acquisito la Dewil, mentre a Chester la iWed. Entrambe le aziende fanno riferimento a Dei Rogers, come ricorda il Sole 24 Ore, ritenuto uno dei massimi esperti a livello mondiale di ingegneria idraulica. A lui infatti è riservato un ruolo chiave nella nuova composizione aziendale per cogliere le sfide dell’acqua che i tempi impongono in tutto il pianeta. Ed è in quest’ottica che l’unione delle tre realtà aziendali, per le specificità di ognuna, rappresenta un unicum nello scacchiere internazionale per l’offerta di soluzioni intelligenti, innovative, digitali e sempre più sostenibili, per il settore del monitoraggio e contingentamento dell’acqua, per il suo utilizzo parsimonioso, la possibilità di essere recuperata e tutto attraverso sensori e apparecchiature di ultima generazione in grado di chiudere l’intera filiera: dal procacciamento, all’uso senza sprechi e fino alla possibilità del riutilizzo, su vasta scala.
«L’integrazione delle competenze internazionali di Rogers con le nostre soluzioni software all’avanguardia crea una combinazione potente e unica nel mercato», ha commentato al Sole24 Ore Giovacchino Rosati, ad di Eagleprojects. Nata nel 2016 è oggi presente, oltre che in Italia, in Europa, Sud America e Africa.
Una delle attività fondamentali dell’azienda è la creazione del digital twin, il gemello digitale di un’infrastruttura. E’ un modello pensato per ogni tipo di infrastruttura, da quelle elettriche a quelle ferroviarie e fino a quelle idrauliche. Sostanzialmente replica le condizioni reali di una rete a livello informatico e digitale consentendo così interventi puntuali. Ad esempio è possibile in questo modo dividere in segmenti una rete infrastrutturale, sottoporre ogni segmento allo stesso tipo di stimolazione o input (quale può essere ad esempio la capacità di portata dell’acqua) ed evidenziare come risponde, al fine di individuare perdite e altre problematiche. Questo approccio è stato sviluppato in Gran Bretagna ed è stato già applicato in diverse parti del mondo. Insieme alla sfida dell’acqua il nuovo polo digitale delle infrastrutture punta all’energia elettrica, ma anche alle smart road e alle reti ferroviarie su tutto il globo.
