Si fa più acuta la crisi del settore Automotive in Umbria con una flessione del comparto che, rispetto alle 4 aziende coinvolte ad aprile, oggi ne conta 7 con procedura di cassa integrazione aperta. Da parte della Regione, la consapevolezza di una situazione che va precipitando e l’attivazione di una task force dedicata.

Industria Umbria Nel pomeriggio del 22 settembre si è riunito il Tavolo regionale dell’automotive alla presenza dell’assessore Francesco De Rebotti, del dirigente Adriano Bei e di Simone Campani di Sviluppo lavoro Italia. I dati di giugno – riferisce il sindacato Cisl – evidenziano una flessione ulteriore del comparto: la cassa integrazione straordinaria coinvolge 768 lavoratori (+376 rispetto ad aprile). «Il numero – comentano ancora dalla stessa organizzazione sindacale – purtroppo, potrebbe salire ulteriormente nelle prossime settimane».

Crisi automotive La Regione Umbria, in quel contesto, avrebbe manifestato la volontà di potenziare gli strumenti in essere come il bando Gol introducendo bandi di formazione continua dedicati al settore, verificando altresì la possibilità di ripetere nei modi e nei tempi l’esperienza della cassa in deroga. «Come Cisl Umbria, Fim Umbria e Femca Umbra abbiamo fornito un giudizio positivo in quanto il tavolo di monitoraggio fornisce uno spaccato della situazione umbra anche se sarebbe opportuno verificare lo stato di salute pure delle piccole e medie imprese collegate, soprattutto quelle che operano nel settore artigiano. C’è la necessità che il tavolo si trasformi anche in un luogo di proposta per approfondire se e quali ulteriori risorse o strumenti possano essere dedicate per il mantenimento occupazionale».

Task force «Come Cisl – prosegue il sindacato in una nota – abbiamo ribadito che bisognerebbe incentivare la formazione upskilling e reskilling certificata e condivisa con le organizzazioni sindacali, individuando e promuovendo nuove figure professionali attrattive. Insieme dovremmo essere in grado di promuovere azioni condivise verso una transizione giusta che accompagni i cambiamenti produttivi attraverso la tutela e il sostegno a lavoratori e imprese, anche attraverso la formazione professionale continua. Dobbiamo prevedere ammortizzatori sociali aggiuntivi rispetto a quelli di legge (modello cassa integrazione in deroga e mobilità in deroga), per non lasciare indietro nessuno. Da non sottovalutare neanche l’opportunità della Zes, Zona Economica Speciale che in prospettiva potrebbe rappresentare uno strumento per stimolare gli investimenti e contrastare le difficoltà strutturali attraverso agevolazioni fiscali, semplificazioni normative e supporto agli investimenti. L’assessore De Rebotti ha annunciato che nell’ambito della riorganizzazione del proprio assessorato, lo stesso si doterà di una Task force per gestire le crisi industriali».

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