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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 09:59

Autobus, Uil: «Perugia la più cara d’Italia per abbonamento mensile». Costi minori a Terni

Secondo un’analisi del sindacato il capoluogo di regione è anche nella top ten delle più costose per il ticket annuale

Passeggeri a bordo di un autobus a Perugia (©Fabrizio Troccoli)

«A Perugia l’abbonamento mensile per gli autobus più caro di Italia». Lo segnalata la Uil attraverso il Servizio coesione, lavoro e territorio, che ha analizzato il costo del trasporto pubblico locale nei capoluoghi di provincia italiana, rilevando che a Perugia occorre sborsare 55 euro per poter salire un intero mese sui pullman che servono il territorio. Una spesa record tra le città italiane, anche distaccata di diversi euro da Perugia, considerando che al secondo posto c’è Genova dove il costo del ticket mensile è di 50 euro. Nel ranking stilato dalla Uil c’è ovviamente anche Terni dove, invece, un abbonamento mensile costa il 27,3 per cento in meno, ossia 40 euro. Entrambe le cittadine umbre, comunque, sono più care della media nazionale che gira intorno ai 34 euro.

«Perugia la più cara d’Italia per abbonamento mensile» La differenza tra le due città dell’Umbria, comunque, emerge anche dalla classifica sul costo del biglietto per una corsa singola: a Terni si ferma a 1,3 euro, che è anche la media nazionale, e a Perugia è di 1,5 euro, che rappresenta la terza spesa più elevata, seppur il prezzo di 1,5 euro è praticato in moltissimi capoluoghi italiani, mentre oltre vanno solo Torino con 1,7 euro e Monza con 1,6. Perugia, comunque, è anche inserita nella top 10 delle città più care per l’abbonamento annuale: qui, all’ombra di palazzo dei Priori, infatti, un biglietto valido per 365 giorni costa 398 euro a fronte di un costo medio nazionale di 310 euro. Anche in questo caso, comunque Terni risulta decisamente più economica di Perugia, con un costo per abbonamento annuo di 338, ma comunque superiore a quello medio nazionale. Più care di Perugia, invece, secondo la Uil, ci sono solo Catanzaro 492 euro, Brescia con 480, Alessandria con 473, Genova e Imperia 450, Caltanissetta 435, Pescara 412, Chieti e Reggio Calabria. Dal sindacato con Ivana Veronese, però, evidenziano che «in sede di dichiarazione dei redditi si può portare in detrazione il 19 per cento del costo dell’abbonamento ai mezzi pubblici, autobus, treni, tram e metro, ma fino all’ammontare massimo di 250 euro, recuperando in questo modo 47,5 euro». Al di là di questo, poi, la Uil rileva «che il trasporto pubblico locale costituisce un elemento fondamentale del nostro vivere quotidiano che, purtroppo, sconta l’assenza di un la visione strategica di medio-lungo termine necessaria ad un Paese industrializzato e turistico qual è l’Italia. A nostro parere – va avanti Veronese – il rilancio della mobilità fra e nelle città deve partire dal rispetto di regole comuni ed in questo senso – continua Ivana Veronese – riteniamo sia necessario perseguire l’obiettivo della semplificazione e dell’aggregazione delle Aziende che offrono questo servizio in modo tale da supportare una politica industriale che miri a superare il nanismo aziendale che oggi caratterizza in modo particolare il settore del trasporto pubblico locale»

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